Menu
Cerca
Sanità

Ospedale Niguarda, l’esperienza della prima fase Covid in un libro

Il volume promosso da Cancro Primo Aiuto racconta il ruolo di medici e infermieri durante i primi mesi della pandemia.

Ospedale Niguarda, l’esperienza della prima fase Covid in un libro
Glocal news 04 Dicembre 2020 ore 16:05

Un libro che racconta l’esperienza dell’Ospedale Niguarda di Milano durante la prima fase pandemica. “Emergenza COVID: Niguarda Case-History” è il volume promosso da Cancro Primo Aiuto e presentato quest’oggi, 4 dicembre ai media.

Un libro per condividere l’esperienza del Niguarda nella prima fase pandemica

“Siamo stati come funamboli in equilibrio su un filo…

Notti spezzate dal suono di ambulanze…

La paura di non potercela fare…

La certezza di riuscire a farcela insieme.”

Inizia con queste parole il volume “Emergenza COVID: Niguarda Case-History”, (editore L’Erma di Bretshneider) stampato nel mese di novembre 2020, e scritto dai professionisti di Niguarda (con la cura editoriale e il concept di Elena Fontanella), per raccontare l’esperienza scientifica, culturale e umana dei mesi in cui, tra marzo e giugno 2020, l’Ospedale e tutto il Sistema Sanitario Regionale sono stati coinvolti nel fronteggiare in prima linea la pandemia da coronavirus.


“500 pagine per descrivere le scelte organizzative operate all’interno del nostro Ospedale, i diversi approcci clinici messi in campo per fronteggiare un virus sconosciuto, le piccole-grandi rivoluzioni continue cui andavamo incontro e le attività che ci hanno permesso di garantire la continuità assistenziale per le patologie e le emergenze non COVID”.

Così Marco Bosio, Direttore Generale dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Un Ospedale sempre operativo

Ciò che ne emerge è un Ospedale che ha saputo misurarsi con qualcosa di nuovo e inaspettato, adattandosi ai continui scenari e alle sfide di una malattia imprevedibile. Nei primi 60 giorni i professionisti, sperimentando nuovi modi di lavorare, hanno ricoverato oltre 1.100 pazienti affetti da COVID-19 e accolto circa 10 mila persone in Pronto Soccorso. Sono stati più che triplicati i posti letto di terapia intensiva, è stato potenziato il laboratorio e acquisite nuove apparecchiature e infrastrutture.

Nonostante le difficoltà, si è lavorato per assicurare le cure necessarie a tutti i pazienti, non solo a coloro che erano stati colpiti dal COVID. Con grande impegno, infatti, in quei giorni difficili sono stati realizzati oltre 2.300 interventi chirurgici, soprattutto oncologici, circa 50 trapianti d’organo e ricoverate quasi 800 persone per emergenze neurologiche e traumatiche.

Promosso da Cancro Primo Aiuto

Questa testimonianza è stata realizzata grazie al prezioso contributo dell’Associazione Cancro Primo Aiuto Onlus che, nell’anno del suo 25° anniversario, ha voluto sostenere l’Ospedale Niguarda, dando forma e concretezza a questo progetto, in particolare attraverso le sue aziende associate Avionord, Emme Esse M.S. e Villa Walter Fontana. Un sostegno e una vicinanza che l’Associazione ha dimostrato a tutta la sanità lombarda durante l’emergenza pandemica con interventi diretti sui territori e sulle strutture più colpite.

“Guai a non fare memoria di quei giorni e a trarne i dovuti insegnamenti – sostiene Flavio Ferrari, amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto – Per questo abbiamo deciso di sostenere la realizzazione del libro, perché da un’esperienza di questo genere bisogna trarre tanti insegnamenti, a cominciare dalla collaborazione instauratasi a tutti i livelli e alla solidarietà eccezionale che si è potuta toccare con mano”.

I ringraziamenti di Regione Lombardia

“Voglio ringraziare i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, ma anche gli operatori amministrativi e la direzione strategica del Niguarda – conclude Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia- La prima ondata, raccontata in maniera così importante nel libro, è stata un’esperienza fondamentale per gestire al meglio questa seconda fase pandemica. Il Niguarda ha dimostrato una grandissima capacità di essere flessibile, molto veloce nell’aprire posti letto, nell’alleggerire il Pronto Soccorso, per riuscire a ricoverare e quindi curare tutti coloro che hanno avuto bisogno”.