Il vertice in Prefettura

Centro accoglienza a Treviso, scoppia nuovo focolaio: 133 positivi. E' polemica - VIDEO

E' successo all'ex Caserma Serena di Casier: sono tutti asintomantici, disposto l’isolamento all’interno della struttura. E intanto il sindaco spara a zero.

30 Luglio 2020 ore 18:43

“Doccia fredda” dopo lo screening di massa su ospiti e operatori all’ex Caserma Serena di Casier (Treviso): 133 positivi!

Saliti a 133 i casi di contagio

I risultati dei tamponi erano attesi e hanno dato un responso negativo. O meglio, se inteso come contagi, purtroppo positivo. Ben 133 casi di positività sono stati registrati tra gli ospiti dell’ex Caserma Serena di Casier. Lo ha reso noto l’Ulss2 stamattina, subito prima che in Prefettura si svolgesse una riunione che ha visto tra i principali argomenti di discussione proprio la situazione all’ex caserma.

“Completato lo screening all’ex Caserma Serena – recitava la nota dell’Ulss, poi aggiornata al rialzo – Complessivamente sono stati eseguiti 315 tamponi, 293 sui migranti e 22 sugli operatori che hanno evidenziato 129 positività tra gli ospiti (in tarda mattinata sono diventati 133, ndr.). I positivi, tutti asintomatici, sono stati immediatamente isolati all’interno della struttura. La quarantena è estesa anche ai negativi. Tra una settimana sia gli operatori sia gli ospiti saranno nuovamente testati. I controlli all’ex Serena, scattati dopo le tre positività emerse tra i migranti, sono stati completati nell’arco di 24 ore: l’Ulss 2, in collaborazione con Prefettura, Forze dell’Ordine, Comuni di Treviso e Casier, ha organizzato e completato il maxiscreening con la massima tempestività. Ciò ha permesso di individuare rapidamente i positivi ed organizzare l’isolamento all’interno dell’ex Serena. L’Ulss 2 garantirà il monitoraggio costante della situazione, in collaborazione con tutti gli enti coinvolti”.

Al termine del vertice in Prefettura, lo stesso Benazzi ha rassicurato:

La situazione è comunque sotto controllo – ha spiegato il direttore generale – Ora il tema è anche di andare ad analizzare i contatti che queste persone possono avere avuto”.

Presente all’incontro anche il dottor Roberto Rigoli, che ha confermato:

“C’è la massima attenzione ne monitorare soprattutto la sintomatologia dei soggetti positivi, per ora tutti asintomatici. Sono in prevalenza giovani. Stiamo anche valutando se applicare d’ora in avanti a questo tipo di strutture lo stesso protocollo utilizzato per le Rsa”.

Il Prefetto

Alla fine della riunione, che aveva tra i temi centrali anche la gestione dei lavoratori stranieri, per lo più romeni, che arrivano nella Marca in vista della vendemmia, il prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà, ha commentato:

“Sarebbe stato meglio se questo evento non fosse capitato, ma era probabile visti anche gli ambienti stretti in cui vivono i migranti lì e il fatto che il virus circola ancora. E’ altamente probabile sia stato portato da fuori proprio da qualcuno degli ospiti che ha avuto contatti con le comunità di origine – ha spiegato il Prefetto – Chiudere la caserma? Era già nei pensieri indipendentemente dal Covid-19, anche se va detto che ora ci sono lì meno di 300 persone. Sul fatto di poterla svuotare ci sono delle problematiche oggettive, a parte il fatto che ora sono in quarantena e comunque devono restare in Italia in attesa del riconoscimento, è difficile oggi trovare posti alternativi”.

Il Prefetto ha poi rassicurato sul fatto che, alla luce anche de recenti precedenti, la caserma è ora “blindata” con un cordone sanitario e di sicurezza garantito anche e soprattutto dalle Forze dell’ordine.

Il duro post del sindaco Conte

Sulla vicenda è entrato invece a gamba tesa il sindaco di Treviso, Mario Conte, che più volte aveva sollecitato la chiusura del centro.

“129 migranti (ora diventati 133, ndr.), ospiti della Caserma Serena, sono risultati positivi al tampone. Le persone contagiate sono state isolate all’interno della struttura così come operatori e altri richiedenti asilo negativi che osserveranno la quarantena e verranno nuovamente testati fra una settimana. Un focolaio, quello all’interno della struttura, che genera un DANNO INCALCOLABILE al nostro territorio. Ci stavamo riprendendo, il turismo stava nuovamente vedendo la luce e con questa batosta ci ritroviamo a terra, dopo che il Governo non ha MAI ascoltato la nostra richiesta di chiudere la Caserma. A dirla tutta, stiamo ancora aspettando che il Ministro Lamorgese venga a vedere con i suoi occhi la situazione. Lo Stato dovrà rendere la conto. Sono arrabbiato perché ora ci troviamo a fronteggiare una nuova emergenza. E la colpa non è dei cittadini”.

Il commento preoccupato di Zaia

“I dati dell’ex Caserma Serena di Treviso sono preoccupanti: abbiamo circa 130 positivi su 330 immigrati presenti nella struttura. Adesso stiamo facendo un approfondimento giuridico e sanitario per poi procedere con il piano di sanità pubblica”.
Lo ha detto oggi il presidente della Regione, Luca Zaia, dopo la notizia dei risultati dello screening su ospiti e operatori nel centro di accoglienza di Casier.
“Anche in merito agli sbarchi sulle nostre coste italiane degli ultimi giorni, se una persona sta scappando dalla morte e dalla fame va aiutata senza sé e senza ma. Però assistere ad arrivi di imbarcazioni piene di migranti che vengono da paesi dove non ci sono situazioni di pericolo, ma che hanno deciso semplicemente di venire in Italia, non è assolutamente accettabile. In questo modo si mette a rischio la sicurezza sanitaria, visto e considerato che molti di quei cittadini vengono da Paesi nei quali la sanità è ancora un’opinione”.
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