Polizia di Stato

“Operazione Warning”, Zaia: “Ripulita una delle peggiori piazze di spaccio di stupefacenti del Veneto” – VIDEO

Emesse 27 ordinanze di custodia cautelare, di cui 23 in carcere, nei confronti di soggetti stranieri, prevalentemente di nazionalità nigerina e gambiana.

29 Luglio 2020 ore 18:19

Operazione antidroga della Squadra Mobile  e del Servizio centrale operativo su Campo Marzo e Parco Fornaci di Vicenza. Clienti da tutte le province venete.

Emesse 27 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di spacciatori

Nelle prime ore della mattinata di ieri, martedì 28 luglio 2020, a Vicenza la Polizia di Stato ha dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare dell’Ufficio del G.I.P. di Vicenza, a firma del dr. Roberto Venditti, con cui sono state disposte 27 ordinanze di custodia cautelare, di cui ventitré in carcere e quattro divieti di dimora nel comune di Vicenza, nei confronti di soggetti stranieri, prevalentemente di nazionalità nigeriana e gambiana, tutti ritenuti a vario titolo responsabili dello spaccio di stupefacenti all’interno dei parchi pubblici di Vicenza Campo Marzo  Parco Fornaci. L’indagine, denominata “Operazione Warning”, ha avuto inizio nel gennaio scorso ed è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Vicenza e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato con il coordinamento della locale Procura della Repubblica e il supporto del Servizio Polizia Scientifica e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Utilizzate speciali tecniche investigative: agenti sotto copertura

L’attività investigativa intrapresa ha determinato una significativa azione di contrasto allo spaccio di stupefacenti che avviene all’interno delle due aree verdi di Campo Marzo e Parco Fornaci, dove i pusher arrestati erano sempre in grado di rifornire ad un vasto numero di “clienti”, alcuni dei quali minorenni, spesso provenienti anche dalle province limitrofe, differenti tipi di sostanze stupefacenti, quali eroina, cocaina e marijuana, a prezzi assolutamente competitivi sul “mercato” degli stupefacenti. Assieme ai tradizionali ed ordinari metodi d’indagine, gli investigatori hanno utilizzato speciali tecniche investigative, quali l’impiego di agenti undercover che hanno permesso di documentare  e ricostruire la vasta rete di spaccio che avveniva all’interno dei due parchi e nelle immediate vicinanze, in particolare in prossimità della stazione ferroviaria di Vicenza. Nel corso dell’operazione odierna, che ha richiesto l’impiego di oltre cento poliziotti provenienti anche da altre Questure e Reparti, assieme ai numerosi arresti, sono state eseguite decine di perquisizioni domiciliari che hanno permesso di acquisire ulteriori elementi di responsabilità nei confronti degli indagati. Come noto, Campo Marzo e parco Fornaci sono da tempo considerate delle vere e proprie piazze di spaccio cittadine dove è possibile acquistare diversi tipi di sostanze stupefacenti. All’interno di queste aree verdi operano, spesso indisturbati, numerosi spacciatori, quasi esclusivamente stranieri di origine centro africana. I pusher, che occupano tutti i giorni e spesso fino a tarda sera in maniera stabile e sistematica questi parchi, vendono differenti  tipi di sostanze stupefacenti (prevalentemente eroina, cocaina e marijuana,) ad un vastissimo numero di “clienti”, alcuni dei quali minori, provenienti sia dalla provincia vicentina che da quelle limitrofe. Nel corso del tempo i numerosi e ripetuti interventi delle Forze di Polizia in queste aree verdi hanno, nella maggior parte delle occasioni, portato al sequestro di modiche quantità di sostanze stupefacenti, con conseguente qualificazione giuridica del fatto di reato come ipotesi di lieve entità.

La reazione dello Stato

La Squadra Mobile di Vicenza ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno deciso di intraprendere  un’azione di contrasto a questo fenomeno criminale che potesse essere realmente efficace. Per questo motivo è stata avviata un’articolata quanto non convenzionale indagine che ha avuto l’intento, da un lato di ricondurre ad una sorta di “comune denominatore” le numerosissime cessioni di stupefacenti che quotidianamente avvengono all’interno dei due parchi cittadini considerandoli delle vere e proprie piazze di spaccio e, dall’altro, di ricostruire conseguentemente in maniera diversa la qualificazione giuridica dei fatti oggetto di contestazione. Grazie a questa differente metodologia investigativa, preventivamente concordata e condivisa dall’Autorità Giudiziaria procedente, le singole condotte di cessione di stupefacenti contestate agli indagati sono state ricondotte alle ipotesi di cui al primo comma dell’art. 73 D.P.R. n.309/90, escludendo, quindi, le ipotesi più lievi previste dal quinto comma. Inoltre, assieme ai tradizionali ed ordinari metodi d’indagine ed ai servizi di osservazione eseguiti dagli investigatori anche distanza  si è aggiunta una tecnica investigativa speciale prevista dalla Legge 146/2006 che disciplina l’istituto delle operazioni sottocopertura anche in materia di contrasto al traffico di stupefacenti. Il contributo investigativo fornito dagli agenti undercover, inviati dal Servizio Centrale Operativo di concerto con la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, è risultato determinante per lo sviluppo dell’indagine. Quanto ricostruito nel corso dell’indagine si deve sia al prezioso contributo investigativo ed ai “riscontri operativi” forniti dagli agenti sottocopertura, che all’escussione di un elevatissimo numero di clienti dei pusher, nonché ad un altrettanto considerevole numero di persone, del tutto estranee al mondo degli stupefacenti, ma che per differenti ragioni, quali residenza, lavoro, abitudini, ecc  frequentano le due piazze di spaccio. Le indagini hanno permesso di evidenziare e  delineare tutti gli elementi costitutivi che hanno portato a ritenere – riscontrando in merito i parametri individuati da una costante giurisprudenza in materia –  Campo Marzo ed il parco Fornaci come vere e proprie piazze di spaccio. Sulla base dei numerosissimi riscontri probatori acquisiti dalla Polizia di Vicenza e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, esperiti attraverso gli strumenti investigativi descritti, è stata evidenziata la presenza di tutti gli elementi richiesti per ritenere, a tutti gli effetti, Campo Marzo e il parco Fornaci le due principali piazze di spaccio di Vicenza. L’applicazione e l’esame complessivo degli strumenti investigativi ai quali la Polizia di Stato ha fatto ricorso ha determinato un’efficace risposta contro un fenomeno criminale, quello delle piazze di spaccio, noto nel panorama nazionale. La sua reale pericolosità risulta di immediata e chiara comprensione solo se le singole condotte di cessione di modiche quantità di stupefacenti, vengono ricondotte ed inquadrate nell’ambito di un fenomeno “strutturato” quale quello della piazza di spaccio, sul quale questa indagine, con riferimento ai due parchi cittadini, ne ha delineato elementi e tratti distintivi. L’articolata e complessa indagine della Polizia di Stato non si è concentrata “solo” nell’individuazione e cristallizzazione delle singole responsabilità penali degli indagati. Si tratta, infatti, di un’indagine che dà una chiave di lettura proprio di queste singole condotte illecite riportandole ad un quadro unitario, in relazione al contesto territoriale, all’intensità dello spaccio, al vasto numero di acquirenti, alla diversità di droghe acquistabili, all’esistenza di un’organizzazione tra gli indagati, ai guadagni.

Le congratulazioni di Zaia

“E’ stata data una profonda ripulita a una delle peggiori piazze di spaccio di stupefacenti del Veneto. Bravi e grazie alla Squadra Mobile di Vicenza e al Servizio Centrale Operativo per un’operazione che ha tolto di mezzo un bel numero di seminatori di morte”.

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commentando la “retata” effettuata dagli agenti della Polizia di Vicenza, che ha eseguito 27 ordinanze di custodia cautelare, di cui 23 in carcere e 4 divieti di dimora nel comune berico, nei confronti di stranieri, prevalentemente nigeriani e gambiani, ritenuti a vario titolo responsabili dello spaccio di stupefacenti all’interno dei parchi pubblici Campo Marzo e Parco
Fornaci.

“Non solo trenta delinquenti sono stati assicurati alla giustizia – aggiunge il Governatore – ma è stata sgominata una vera e propria organizzazione che stava dietro all’attività di spaccio al dettaglio. Stroncare questo livello significa anche mettere in difficoltà quelli più alti, gestiti dai cosiddetti ‘signori della droga’ – prosegue – e, per Vicenza, ha un significato tutto particolare, perché restituisce alla gente per bene Campo Marzo e Parco Fornaci, storicamente afflitti da queste attività criminose. Non è stata la prima operazione e non sarà certo l’ultima – conclude il Presidente della Regione – perché la legalità è un bene prezioso, che va conservato lavorando giorno per giorno, senza mai retrocedere, come hanno fatto gli agenti della Mobile vicentina”.

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