Soccorso

Strage Beirut, partito ieri contingente italiano di Vigili del fuoco: ci sono 5 veneti

Il team veneto composto da cinque unità. La partenza ieri alle 18 da Pisa.

06 Agosto 2020 ore 08:22

Sul posto un team di 14 operatori: assicurerà supporto tecnico sul fronte del rischio chimico-batteriologico e sicurezza delle strutture.

Partiti ieri da Pisa

Partito ieri pomeriggio, mercoledì 5 agosto 2020, per Beirut (Libano) un team di 14 Vigili del fuoco che assicurerà supporto tecnico sul fronte del rischio chimico-batteriologico con specialisti del nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico) e per la valutazione dello stato delle strutture danneggiate dalla forte esplosione che ha colpito ieri un’area della città, causando – secondo le stime provvisorie – centinaia tra vittime e feriti. Gli specialisti del Corpo Nazionale, che saranno guidati dalla Team Leader Stefania Fiore della direzione centrale Emergenza del dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, provengono dalla direzione centrale Emergenza (1 unità) e dalle direzioni regionali di Lazio (2 unità), Piemonte (1 unità), Lombardia (3 unità), Toscana (1 unità) e Veneto (5 unità). La partenza del dispositivo di soccorso italiano è avvenuta ieri alle ore 18 da Pisa. Gli esperti dei vigili del fuoco sono confluiti su Pisa a bordo degli elicotteri da Roma, Milano e Torino e Treviso.

Strage Beirut, partito ieri contingente italiano di Vigili del fuoco: ci sono 5 veneti

La squadra veneta

Il team Veneto è composto da due funzionari tecnici l’ing. Giuseppe Quinto esperto strutturista del comando di Treviso, dall’ing. Francesco Pilo esperto N.B.C.R. (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico) che opererà insieme al capo reparto Alessandro Zanetti e capo squadra Domenico Bazzacco del comando di Venezia, da Vicenza il capo reparto sommozzatore Simone Sega esperto di missioni internazionali.

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La richiesta di aiuto internazionale

Il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, allertato dal dipartimento della Protezione civile nazionale, risponde così alla richiesta di aiuto internazionale trasmessa dal Libano all’Emergency Response Coordination Centre (ERCC), il cuore del meccanismo europeo di protezione civile. Il team opererà con dotazioni speciali in grado di rilevare le sostanze pericolose a livello ambientale e di verificare la sicurezza delle strutture rimaste in piedi.

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