In Veneto

Torna il rischio alto di contagio, da Rt 0,43% a 1,63%, Zaia: “Lunedì ordinanza più severa”

Il Governatore propone tolleranza zero e il TSO per chi si rifiuta di essere ricoverato.

Torna il rischio alto di contagio, da Rt 0,43% a 1,63%, Zaia: “Lunedì ordinanza più severa”
04 Luglio 2020 ore 11:57

In poco tempo il Veneto è passato da rischio basso a rischio elevato.

Situazione allarmante

Il Coronavirus non è scomparso e ha ancora potenza di contagio. Il Governatore del Veneto è infuriato dopo aver seguito la vicenda del nuovo focolaio in una ditta nel vicentino dove uno dei titolari dell’azienda LaserJet che l’avrebbe contratto il Covid-19 durante un viaggio in Bosnia per lavoro. Luca Zaia ha affermato:

“Sta accadendo quello che vi avevo preannunciato, siamo passati da rischio basso a rischio elevato, abbiamo un Rt dell’1,63% quando prima avevamo 0,43%. Se andiamo fuori senza mascherina, e rischiamo gli assembramenti e pensiamo che il virus sia un’invenzione è inevitabile che vengano fuori queste cose e leggo anche sui social che c’è chi pensa che questo sia un virus di alcune categorie sociali, ci sono teorie da parte di qualcuno che il virus non esiste. C’è una categoria di vigliacchi che stanno semplicemente infarcendo i social media di informazioni che faranno morire delle persone”.

Comportamenti irresponsabili

Il presidente della Regione Veneto è rammaricato e allibito mentre legge il report sugli ultimi contagi che prevede 5 positivi a Vicenza, uno a Padova e uno a Verona, con 52 isolati a Vicenza e 37 a Verona. Luca Zaia è stato costantemente informato sulla vicenda di Vicenza dov’è emerso che il datore di lavoro della ditta si è spostato in Serbia per un viaggio di lavoro ed è tornato a casa il 25 giugno insieme ad altre due persone.

“Lo stesso giorno la persona inizia ad avere febbre a 38, inappetenza, malessere, male alle ossa. Il 26 e il 27 ha avuto diversi contatto in ambito lavorativo ed extra lavorativo, ha partecipato a una festa privata, a un funerale e ha fatto vari giri in paese. Il 28 si è recato al Pronto Soccorso nel vicentino, gli viene fatto il tampone ed è positivo. Gli è stato proposto il ricovero che ha rifiutato. Se te lo propongono, capisco che sei padrone della tua vita ma se metti a repentaglio la vita degli altri, in questo caso il ricovero dev’essere coatto. A Roma devono andare in Parlamento per darci degli strumenti per fare ricoveri e buttare la chiave se uno rifiuta il ricovero. Dopo insistenza viene ricoverato e ora è in rianimazione. Ci ha dato una lista di contatti dal 23 al 28 sera e la sera del 30, anche col tampone positivo ha avuto dei contatti,. Attraverso il numero verde sono arrivate le segnalazioni da parte delle persone che dichiarano di aver avuto dei contatti con il datore di lavoro”.

Una catena di contagi a cascata

A seguito della positività del datore di lavoro è emerso che il 30 giugno 2020 alle 17.45 è stata segnalata la positività del collega che era in auto con lui residente nella zona dell’Ulss 9 Scaligera, il caso successivo è stato riscontrato invece il 1 luglio da un terzo compagno di viaggio. Un ulteriore caso sempre di un collega di lavoro che non era stato segnalato. L’Ulss 6 Euganea ha segnalato un ulteriore caso il 29 giugno 2020 da parte di una paziente che si era presentata con sintomi quali vomito, diarrea e che aveva avuto contatti con il datore di lavoro vicentino. Quest’ultima persona sta però rendendo difficoltose le operazioni che permettono di risalire ai contatti che può aver avuto perché si rifiuta di fornire i dati richiesti.

Lunedì ci sarà una nuova ordinanza

Il Governatore è seriamente preoccupato e afferma:

“Dopo quattro mesi di gestione del Coronavirus siamo davanti a delle persone che sapevano che c’erano dei casi positivi in Serbia e ci ritroviamo anche con chi non vuole sottoporsi alle cure. Così non ne veniamo fuori. Lunedì farò un’ordinanza per inasprire le regole, abbiamo le armi spuntate, se fosse per me prevederei la carcerazione per chi si rifiuta. Non esiste che un positivo vada in giro a prescindere, penso sia fondamentale che si prenda in mano il dossier in generale. Questa del vicentino è una partita sotto controllo, è fondamentale che ci sia un ricovero coatto, dev’essere indetto il TSO, trattamento sanitario obbligatorio. Non ci si può rifiutare di esser ricoverati, abbiamo un centinaio persone in isolamento perché nessuno ha avuto il coraggio di fermarsi, sia tra asintomatici e sintomatici hanno proseguito a fare la vita di sempre. Sono rammaricato, ci sarà tolleranza zero da parte dei Sisp, se si può fare denuncia ho dato il via libera. Questa non è dittatura è il piano di salute pubblica, non possiamo permettere che ci sia la diffusione del virus a causa dell’irresponsabilità di qualcuno”.

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