CASO VENETO

Venezia, celebrazioni del 2 giugno: Anpi e reduci non invitati. E' polemica

Una celebrazione asciutta che si rifà alle direttive del ministero della Difesa, spiega il prefetto veneziano Zappalorto. A Treviso, però, l'Anpi c'era.

Venezia, celebrazioni del 2 giugno: Anpi e reduci non invitati. E' polemica
03 Giugno 2020 ore 10:30

Celebrazioni per il 2 giugno, Festa nazionale della Liberazione dal Nazifascismo, senza Anpi nè reduci a Venezia, Mestre, Padova, Verona, Vicenza e in altre cittadine venete. Una decisione che ha scatenato non poche polemiche. Ammessi solo due militari per portare la corona e un trombettiere per l’esecuzione dell’Inno di Mameli. A buttare benzina sulla situazione singolare del Veneto si è aggiunta la sinistra, che chiede per quali ragioni – se le scelte dipendono dalla volontà di non creare assembramenti – a Lega e Fratelli d’Italia è stato invece concesso di tenere la loro manifestazione in piazza Ferretto a Mestre (vietata a partigiani e combattenti).

2 giugno senza Anpi a Venezia: è polemica

Il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, spiega di essersi attenuto alle direttive di una circolare del ministero della Difesa che, per evitare assembramenti detta le regole per una celebrazione asciutta del 74° compleanno della Repubblica:

“Vietati picchetti, fanfare e qualsiasi forma di coinvolgimento di formazioni militari”.

Quella nota è stata alla base della decisione della Prefettura di Venezia e a seguire di molte altre, di tenere la celebrazione senza le associazioni partigiane e combattentistiche.

La replica dell’Anpi: “Ingratitudine”

Diego Collovini, presidente provinciale di Anpi Venezia ha scritto al prefetto Zappalorto parlando di “scelta ingrata”. Collovini replica che la Difesa non ha fornito disposizioni ai prefetti, sottolineando che quella di Venezia è stata una scelta autonoma. A Treviso, medaglia d’oro alla Resistenza, L’Anpi c’è stata.

 

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