che crollo!

Anno nero dell’auto: -24,3% nel 2020 in Europa

I dati negativi del mese di dicembre chiudono un 2020 terribile per il mercato delle quattro ruote. L’anno nero dell’auto

Anno nero dell’auto: -24,3% nel 2020 in Europa
21 Gennaio 2021 ore 21:58

Anno nero dell’auto: -24,3% nel 2020 in Europa. Il mese di dicembre conferma le fosche previsioni dei mesi scorsi. Le immatricolazioni di autovetture, 11.961.182 nell’intero 2020, segnano una perdita di circa 3.845.000 unità rispetto al 2019, con un calo del 24,3%. Il mese di dicembre si chiude con 1.214.581 vetture vendute, in diminuzione del -3,7% rispetto allo stesso mese del 2019.

L’anno nero dell’auto

Il mercato Italia, che ha chiuso il 2020 con un -27,9%, si discosta in negativo di quasi 4 punti dal mercato Europa. E sconta sia la situazione macroeconomica sia le incertezze dei mesi scorsi per il rinnovo degli incentivi. A dicembre l’Italia ha infatti fatto registrare la performance peggiore (-14,9%) fra i grandi paesi europei, dove spicca la crescita del 9,9% della Germania mentre Regno Unito e Francia segnano cali di vendite inferiori all’Italia, stabile la Spagna.

Italia fanalino di coda

L’Italia è in coda ai maggiori mercati in Europa per volumi di auto nuove nel mese, ma lo è anche per la quota di auto ricaricabili nel totale annuo, con un 4,3% contro il 13,6% della Germania, l’11,2% della Francia e il 10,7% della Gran Bretagna. Persino la Spagna fa leggermente meglio, con il 4,8%. A ricordarlo è Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia. “Questo gap è dovuto all’analogo grave ritardo nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Un ritardo da recuperare molto velocemente, con gli investimenti che il PNRR destinerà alla mobilità elettrica e più in generale alle alimentazioni alternative. Le risorse disponibili nell’ambito della seconda “missione” del cosiddetto Recovery Fund, vanno indirizzate verso questi investimenti su tutta la rete viaria, per raggiungere una capillarità dei punti di ricarica al livello dei Paesi più maturi”.

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