A sorpresa

In tanti dicono di no ai test sierologici di Ministero della Salute e Istat

E non è tanto il fatto che le telefonate della Croce Rossa vengano prese per bufale, quanto...

In tanti dicono di no ai test sierologici di Ministero della Salute e Istat
27 Maggio 2020 ore 14:31

Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana. Non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso”.

Si è visto costretto a chiarirlo Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa, dopo che soltanto il 25 per cento circa degli italiani contattati per essere sottoposto al test sierologico “sponsorizzato” da Ministero della Salute e Istat ha risposto in modo positivo alla convocazione.

Test sierologici di Ministero della Salute e Istat

L’indagine dovrebbe riguardare oltre 150mila italiani. Al momento, non è dato sapere quante delle quindicimila telefonate già effettuate dalla Croce Rossa tra lunedì 25 e martedì 26 maggio 2020 siano state fatte ai cittadini, ma la certezza è che ci si stia trovando innanzi a una certe riluttanza a sottoporsi all’indagine.

Inaspettata, per qualcuno; prevedibile secondo altri. A preoccupare le persone contattate è, in particolare, un fattore: non tanto il pensare che sia una truffa quella telefonata, quanto il fatto che nel caso in cui si risulti positivi al test sierologico c’è l’obbligo di porsi in isolamento fino all’effettuazione del tampone, che darà un responso sulla contagiosità attuale del soggetto.

In tanti però dicono di no

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di accettare i candidati volontari. Al momento, infatti, le persone da sottoporre al test vengono selezionate direttamente dai call center della Croce Rossa seguendo le istruzioni ricevute da Ministero e Istat e che non si basano sui database raccolti dall’Ats in questi mesi, come invece avviene per l’indagine sierologica della Regione Lombardia avviata il 23 aprile scorso.

In questo caso, il campione viene individuato sulla base del genere e suddiviso in sei classi d’età, per Regione e attività lavorativa. Insomma, la chiamata è quantomai casuale e questo amplia il margine di possibilità che la persona contattata si rifiuti.

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