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Terza parte

A passeggio nei parchi

Ecco la terza e ultima puntata alla scoperta delle grandi riserve naturali di Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana.

A passeggio nei parchi
Turismo 17 Marzo 2021 ore 01:02

Concludiamo il nostro viaggio con le ultime indicazioni per una passeggiata all’aperto o una scampagnata in bicicletta (sempre se il lockdown lo permette) nei territori protetti nazionali e regionali di cui sono particolarmente ricche le nostre aree.

Lombardia, nel Medioevo tra abbazie milanesi e il comasco Castello del Barbarossa

Chi pensa a Milano come tutto case e grattacieli, non s’immagina nemmeno quanti campi coltivati esistano nella sua periferia meridionale.
Basta farsi un giro nel Parco Agricolo Sud Milano per rendersene conto. Il mezzo ideale per scoprirlo è la bicicletta, visti anche i numerosi percorsi che lo attraversano, alcuni completamente ciclopedonali. Così, pedalando sulle due ruote, si può andare alla scoperta dei Navigli, delle cascine dove è possibile acquistare direttamente i prodotti coltivati, o delle trattorie dove assaggiarli e di tanti edifici storici da visitare. A cominciare da tre bellissime abbazie: Chiaravalle, un complesso monastico cistercense fondato nel XII secolo proprio da san Bernardo di Chiaravalle, uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, che conserva preziose opere d’arte come la Madonna della Buonanotte di Bernardino Luini; quella di Mirasole, nel comune di Opera, con un bel chiostro quattrocentesco restaurato agli inizi degli anni ‘80 del secolo scorso; e l’abbazia di Viboldone, nel comune di San Giuliano Milanese, che presenta straordinari affreschi, opere di Scuola giottesca.

È una riserva agricola anche il Parco del Monte Netto, in provincia di Brescia, l’ultimo nato tra i parchi lombardi.
Visto che il territorio è prevalentemente pianeggiante o leggermente collinare, è piacevole attraversare a piedi o in mountain bike il territorio tra una fitta rete di rogge e canali, in particolare il bosco di Capriano del Colle (delle Colombaie) e la zona delle cave, con la presenza di laghetti; non mancano anche i vigneti, visto che è zona di produzione di vini DOC. Di rilievo è la presenza di querce di notevoli dimensioni, in particolare nella zona delle cave a sud di Cascina Torrazza.

Il territorio lombardo propone anche alcuni parchi forestali.
Come il Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, in passato zona di caccia delle famiglie Sforza e Visconti: si estende tra le province di Como e Varese ed è ricco di sentieri e itinerari ben segnalati adatti a tutti. Primo fra tutti il “Sentiero Natura” a Tradate che si snoda per più di 400 metri attraverso aree didattiche e punti di sosta singolari come il prato delle Farfalle, con erbe ed arbusti con capacità di attirare le farfalle, e lo stagno didattico, un ottimo luogo di osservazione per scorgere tra acqua e vegetazione numerosi insetti e anfibi. Qui ha sede anche l’Osservatorio Astronomico di Tradate “FOAM13” che studia principalmente le comete e le stelle variabili. Per gli sportivi, nel parco ha sede la “Pinetina”, ora “Centro Sportivo Suning in memoria di Angelo Moratti”, sede degli allenamenti dell’Inter.

Parco Spina Verde di Como, Castello del Baradello

Siamo vicini al Parco Spina Verde di Como che sovrasta il capoluogo lariano. Oltre che sotto l’aspetto naturalistico e per gli eccezionali scorci panoramici sulle Prealpi sul Lago di Como, quest’area è conosciuta per i diversi resti della Como protostorica e della Prima Guerra Mondiale: ci riferiamo, in particolare, al castello del Baradello, voluto nel XII secolo da Federico Barbarossa, oggi simbolo della città e visibile da lontano, di cui resta la torre principale e una serie di resti di un vasto fortilizio, e alla linea Cadorna, di cui restano numerose opere militari difensive realizzate tra il 1917 ed il 1918, trincee, gallerie sotterranee, postazioni in casamatta su cui spicca il fortino di Monte Sasso.
Consigliamo di visitare anche due straordinari esempi di romanico lombardo quali la Basilica di S. Abbondio e quella di S. Carpoforo, probabilmente la più antica chiesa di Como, ai piedi della collina del Baradello.

Scendendo verso sud arriviamo al Parco delle Groane che arriva fino alle porte di Milano.
E’ un’area ricca di percorsi ciclopedonali che portano, innanzitutto, a preziose aree naturalistiche come l’Oasi di Lentate sul Seveso, l’Oasi Lipu, l’Oasi WWF di Caloggio o il percorso botanico “Parco Ospedale di Garbagnate”. Ma, oltre a fare una passeggiata, può essere l’occasione per visitare una delle tante ville di cui il parco è ricco. Prima fra tutte Villa Arconati a Bollate, che nelle guide settecentesche era definita la “petite Versailles italienne” (“piccola Versailles italiana”) anche per i suoi straordinari giardini ricchi di fontane. E’ molto richiesta anche come set fotografico e recentemente è stata la location di due stagioni del talent televisivo “Bake Off Italia – Dolci in forno” condotto da Benedetta Parodi. E poi Villa San Carlo Borromeo, con il suo parco secolare di undici ettari, una dimora storica, costruita nel XIV secolo dai Visconti a Senago, che ospita una collezione permanente costituita dalle opere di grandi maestri del Novecento.

Tra le riserve forestali regionali un posto di rilievo lo occupa il Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, nella Brianza lecchese. Gli 11 sentieri che propone permettono di percorrerlo in tutte le direzioni, toccando punti caratteristici come il santuario della Beata Vergine del Carmelo a Montevecchia, da cui si gode una vista spettacolare sulle Grigne e sul Resegone da una parte e fino ai grattacieli di Milano e oltre dall’altra, o Villa Sommi Picenardi a Olgiate Molgora, col suo complesso giardino all’italiana unito a un giardino all’inglese, oppure ancora Villa Besana a Sirtori, dove si trova l’albero più alto d’Italia, un esemplare di Liriodendrum tulipifera che raggiunge i 52 metri d’altezza.

La Lombardia, infine, offre anche tre cosiddetti parchi regionali di cintura metropolitana. Cominciamo col più singolare, il Parco Naturale Bosco delle Querce. Perché è “speciale”? Perché si tratta dell’area, oggi rinaturalizzata, situata nella ex zona A del disastro di Seveso avvenuto sabato 10 luglio 1976, quando, a causa di un guasto a un reattore, dalla ditta ICMESA venne rilasciata una nube di diossina. Anni dopo, il terreno inquinato fu asportato e sostituito da terra proveniente da altre aree non inquinate. E oggi abbiamo questo parco che si stende tra Seveso e Meda. Il Bosco è diventato il luogo simbolico della lotta contro l’inquinamento e un segno della capacità umana di rispondere al danno ambientale: per non dimenticarlo, all’interno del parco è possibile seguire il “Percorso della memoria” che, grazie a una serie di pannelli, racconta la storia di questo luogo.

Alle porte del capoluogo lombardo è il Parco Nord Milano, realizzato su diverse aree industriali dismesse.
Per questo potrebbe essere interessante un percorso che parte a Sesto San Giovanni dal Carroponte di Breda, una grande struttura di metallo bianca costruita nei primi anni del Novecento, tocca Villa Torretta, sontuosa villa del 500 che è stata anche dimora di contadini e alloggio per gli operai della Breda, poi il Lago di Niguarda, qui costruito oltre vent’anni fa; quindi, alla “Montagnetta”, si incontra il “Teatrino” che fino agli anni ’40 era un carroponte della Breda Aeronautica, mentre in cima c’è il Monumento al Deportato, dedicato ai circa 600 operai delle fabbriche dell’area industriale di Sesto San Giovanni arrestati dai nazifascisti e deportati nei lager. Dopo aver passato gli Orti metropolitani, si passa presso la Cascina Centro Parco e si conclude il percorso davanti ai Bunker Breda, i rifugi antiaerei per i tecnici e gli operai della V Sezione Aeronautica della Breda.

Parco dei Colli di Bergamo, Monastero di Astino

Concludiamo il nostro itinerario tra le riserve naturali lombarde al Parco dei Colli di Bergamo, il polmone verde del capoluogo orobico che comprende anche quel gioiello storico e artistico che è la Città Alta.
È un’area ricca di sentieri e percorsi di indubbio fascino, a piedi o in bicicletta, attraverso boschi e piccole vallate, prati e castagneti, testimonianze della storia del territorio bergamasco che raggiungono anche località bellissime sotto l’aspetto paesaggistico, dal Monte Canto al Monte Bastia, dalla Madonna della Castagna al Monastero di Astino.
Naturalmente, val sempre la pena una passeggiata per le vie della Città Alta, alla scoperta di capolavori come il Duomo, la basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero, la cappella Colleoni, Piazza Vecchia col Palazzo della Ragione fino alla Rocca e alle Mura Veneziane, Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Liguria, alla scoperta del Cristo degli abissi e del Fungo di Pietra

Qui è d’obbligo partire sempre dal mare, come quello che si può ammirare dal Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara, sul confine con la Toscana. E’ ricco di sentieri escursionistici ed è attraversato dall’Alta Via dei Monti Liguri, dal Sentiero Liguria e dall’Alta Via del Golfo: il promontorio del Caprione, da cui si gode un incredibile panorama del golfo di La Spezia, è uno dei punti di partenza preferito dai turisti che amano il trekking.
Molto interessante è il tratto fluviale del parco, costituito dal Vara, affluente del Magra: seguendo i sentieri si possono scoprire caratteristici nuclei storici, castelli e antichi mulini ad acqua.

Parco naturale regionale di Portofino, abbazia di San Fruttuoso

Va dal mare ai boschi dell’Appennino anche il Parco naturale regionale di Portofino, l’area protetta costiera più a settentrione del Mar Mediterraneo occidentale. Offre 80 km di sentieri segnati in poco più di 1.500 ha di territorio, un vero paradiso per tutti gli amanti dell’escursionismo, che permettono di raggiungere siti interessantissimi sotto l’aspetto artistico e culturale, come il Semaforo Vecchio, il Mulino del Gassetta o l’eremo di Niasca.
Affascinante è il percorso dei sentieri sacri che permette di raggiungere la chiesa di San Nicolò di Capodimonte con il suo caratteristico belvedere sul mare, l’abbazia della Cervara con il suo giardino all’italiana a picco sul mare e, soprattutto, la singolare abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, un gioiello protetto da torri medievali e incastonato in una baia cristallina in cui è collocata la celebre statua del Cristo degli abissi.

Parco naturale regionale di Piana Crixia, il Fungo di Pietra

Infine, raggiungiamo il Parco naturale regionale di Piana Crixia, in provincia di Savona, quasi al confine con le province di Cuneo, Asti e Alessandria. Quest’area si caratterizza per i calanchi e per i caratteristici funghi di pietra. I turisti solitamente percorrono il “sentiero delle Creste” che permette di visitare il paesaggio dei calanchi, le strette valli erose dalle acque piovane, oppure si dirigono alla frazione di Borgo per vedere un monumento naturale singolare: il Fungo di Pietra, modellato nel tempo, dall’acqua piovana.

Piemonte, sulle orme dell’Uomo di Neanderthal e a caccia con i Savoia

Partiamo dall’alto con il Parco naturale dell’Alta Valle Antrona che arriva fino alla vetta del Pizzo d’Andolla a 3.656 m. Siamo in provincia di Verbania-Cusio-Ossola, in un ambiente naturale indimenticabile. Per scoprirlo al meglio, si consiglia di camminare tra i vari laghi, naturali e artificiali, che lo caratterizzano, come i laghetti di Trivera, a 2.100 m di quota, meta di frequenti escursioni su buoni sentieri segnalati, o come i quattro laghetti di Ciapivul, questi, però, più difficili da raggiungere, posti in varie conche desolate sul versante settentrionale della Punta Turiggia nel vallone di Loranco. Altri laghi da segnalare sono i laghi Pozzuoli o Ruazzei, quello di Campliccioli, i laghi di Pianei o Montalto, il lago di Ogaggia (2.190 m) e quello delle Lonze (2.040 m).

Parco naturale dell’Alta Valle Antrona, Lago di Campliccioli

Restiamo in quota, anche se più bassa, per visitare il Parco naturale del Monte Fenera (che raggiunge gli 899 m), tra le province di Novara e Vercelli. L’area è nota per il ritrovamento di resti dell’Uomo di Neanderthal nelle varie cavità, di cui è caratterizzato il territorio. Alcune di queste grotte sono raggiungibili con una passeggiata, come le Grotte di Ara partendo dall’omonima frazione di Grignasco e seguendo l’ombreggiato sentiero lungo il Rio Magiaiga, oppure, sempre partendo da Ara, alla Grotta Ciota Ciara, tuttora sede di scavi alla ricerca di altri segni dell’Uomo di Neanderthal.

Dai monti ai fiumi, ci dirigiamo al Parco naturale della Valle del Ticino, in provincia di Novara, ambiente ideale anche per una passeggiata in bici lungo i tratti già realizzati (Bellinzago-Trecate e Campo dei Fiori-Varallo Pombia) di una pista ciclabile che attraverserà tutta la riserva, ma anche lungo gli itinerari predisposti dall’ente gestore del parco. Tra i luoghi che meritano una visita ricordiamo il Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese, l’unico mulino ad acqua funzionante nella valle del Ticino, e Villa Picchetta a Cameri, appartenuta nel Cinquecento alla famiglia spagnola dei Cid e oggi sede del Parco.

Parco naturale della Valle del Ticino, Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese

Scendiamo ancora fino al grande fiume e all’ultimo parco istituito, il Parco naturale del Po Piemontese, che raccoglie le riserve naturali lungo il corso del Po, da Casalgrasso al confine con la Lombardia.
Qui si può suggerire un diverso modo di stare nella natura e andare alla scoperta di queste aree: in sella a un cavallo. Infatti, si può affrontare un tratto dell’itinerario denominato “Ippovia del Po”, lungo più di 150 chilometri, da Racconigi a Crescentino, che consente addirittura di attraversare a cavallo la città di Torino, con magnifici scorci su parchi, castelli, testimonianze artistiche e storiche. È evidente, però, che occorre possedere un cavallo o procurarsene uno presso un centro equestre che li noleggi.

Ci indirizziamo verso Torino, circondata da ben tre riserve naturali. Partiamo dall’alto del Parco naturale della Collina di Superga. Il punto forte è evidentemente la basilica di Superga, progettata da Filippo Juvarra nel 1715 e fatta costruire dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla Vergine Maria. Ma qui richiama tante persone anche quel che avvenne il 4 maggio 1949, quando l’aereo con a bordo l’intera squadra del Grande Torino si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica. Per arrivare in cima a Superga partendo da Torino, si può fare una bella scarpinata oppure si può prendere la storica tranvia a dentiera che parte dalla borgata Sassi, in Piazza Modena, e gustarsi suggestivi panorami e un viaggio d’altri tempi sulle carrozze originarie.

A nord del capoluogo piemontese è, invece, il Parco naturale La Mandria, il più grande parco cintato d’Europa e il primo parco regionale a essere istituito in Italia. Si può camminare, andare in bici, anche in carrozza, alla scoperta innanzitutto del Castello La Mandria, un bene definito dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, dove il primo re d’Italia Vittorio Emanuele II viveva lontano dalla Corte con la sua amante prima, e moglie morganatica poi, Rosa Vercellana. Ma poi vedere anche il Castello dei Laghi, piccolo edificio che fu reposoir di caccia del re, il castelletto della Bizzarría, curioso edificio per i suoi diversi stili architettonici del tutto particolari che possono ricordare il liberty o le torri moresche, e la chiesetta di San Giuliano, fondata attorno al 1250 e ristrutturata alla fine del XV secolo, che conserva pregevoli affreschi dell’epoca.

Dall’altra parte della città c’è il Parco naturale di Stupinigi, vecchia riserva di caccia dei Savoia già dal XVI secolo. Per chi ama passeggiare nella natura non c’è di meglio che seguire le vecchie rotte di caccia oggi ripristinate.
Certo senza dimenticarsi di dare uno sguardo alla straordinaria palazzina di caccia di Stupinigi eretta per i Savoia fra il 1729 e il 1733 su progetto dell’architetto Filippo Juvarra e dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997. È sicuramente uno degli edifici settecenteschi più importanti d’Europa per i suoi arredi originali, i dipinti e i capolavori di ebanistica che conserva.
Nel parco ci sono poi diverse belle cascine storiche, alcune delle quali risalenti alla fine del Quattrocento, e due importanti castelli medievali, quello di Parpaglia e quello di Castelvecchio.

Per concludere il nostro viaggio tra i parchi piemontesi risaliamo in quota a respirare l’aria pura del Parco naturale del Monviso, in provincia di Cuneo. Gli itinerari proposti, tra stambecchi e camosci, sono molteplici. Si può andare alla scoperta delle sorgenti del Po a “Pian del Re”, a monte dell’abitato di Crissolo, oppure alla scoperta della Riserva naturale della Grotta di Rio Martino, che costituisce un’attrattiva anche dal punto di vista speleologico: degli oltre 3 km di lunghezza complessiva, solo i 530 m del ramo inferiore della grotta sono visitabili lungo un percorso attrezzato.
Oppure, per chi ama l’arte, si può puntare sull’Abbazia di Staffarda, una tra le più antiche e importanti abbazie cistercensi del Piemonte.

Toscana, dalle farfalle dell’Elba al birdwatching

Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano

Ci immergiamo nel Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, costituito da tutte le sette isole principali dell’Arcipelago Toscano e alcuni isolotti minori, dall’Isola d’Elba a quella del Giglio, da Pianosa a Montecristo. Su ogni isola trovate la possibilità di fare escursioni per andare alla scoperta di spiagge memorabili, ma anche paesaggi indescrivibili per quanto sono belli. Se volete qualcosa di particolare, vi segnaliamo, sull’Isola d’Elba, il sentiero che, dall’area pic-nic del Monte Perone, sulla strada tra Sant’Ilario e San Piero in Campo, si snoda per un paio di km: è il Santuario delle farfalle dove è stata registrata la presenza di circa 50 specie di farfalle, alcune delle quali particolarissime, dalla Polissena alla vistosa Cleopatra dai colori sgargianti, dalla Tecla della quercia dalle ali blu scuro, alla Macaone.

Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli

Più a nord, ma sempre affacciato sul mare, è il Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Comprende il Lago di Massaciuccoli, le foci dei fiumi Serchio, Arno e Fiume Morto, la ex tenuta presidenziale di San Rossore, le foreste di Tombolo, di Migliarino e della Macchia Lucchese. Decine i percorsi, a piedi o in bici, che si possono fare.
Per chi ama il birdwatching, l’ambiente ideale è l’Oasi di Massaciuccoli, un’area di 60 ha di palude, situata a ridosso delle colline di Massarosa, a cui si accede solo a piedi dal paese di Massaciuccoli, antico centro abitato di origine romana che dà il nome al lago.

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