In via del Lavoro

Operaio folgorato a Trevenzuolo, il presidio davanti alla Anodall Extrusion

Giovedì 3 aprile 2025, i lavoratori e i sindacati si sono ritrovati davanti ai cancelli per un momento di riflessione e protesta

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Operaio folgorato a Trevenzuolo, il presidio davanti alla Anodall Extrusion

La morte di Vincenzo Arsena, tecnico 52enne originario di Taranto e residente a Porto Mantovano (Mantova), ha lasciato sgomenti colleghi e sindacalisti veronesi. L’operaio, da circa tre anni dipendente della Anodall Extrusion di Trevenzuolo, ha perso la vita mercoledì 2 aprile 2025, folgorato durante un'operazione di lavoro.

Operaio folgorato a Trevenzuolo, il presidio davanti alla Anodall Extrusion

Giovedì mattina, 3 aprile 2025, come annunciato dai sindacati, i lavoratori si sono riuniti per un’ora di assemblea all’esterno della fabbrica, per ricordare Vincenzo.

Nel primo dei tre giorni di sospensione dell’attività aziendale, proclamati in segno di lutto, i lavoratori si sono ritrovati davanti ai cancelli per un momento di riflessione e protesta.

Vincenzo Arsena

Troppi, denunciano i sindacati, sono ancora i morti sul lavoro. Per questo chiedono con forza alle istituzioni interventi concreti per garantire una maggiore sicurezza nelle fabbriche e scongiurare tragedie come questa.

Il presidio

Il videoservizio di Tv7, televisione del nostro gruppo editoriale Netweek:

 

Nel frattempo, carabinieri e ispettori dello Spisal stanno indagando per chiarire con precisione la dinamica dell'incidente. A rendere ancora più drammatica la vicenda è il fatto che un episodio simile si era già verificato nell’ottobre 2023 all’interno della stessa azienda, fortunatamente senza esiti fatali. Questo precedente alimenta la rabbia tra i colleghi e rafforza la convinzione che, con adeguate misure di sicurezza, la tragedia si sarebbe potuta evitare.

Operaio folgorato a Trevenzuolo, il presidio davanti alla Anodall Extrusion
Operaio folgorato a Trevenzuolo, il presidio davanti alla Anodall Extrusion

Bigon (PD): "La Regione non può più voltarsi dall’altra parte"

Anche la consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon, è intervenuta con fermezza sulla tragedia avvenuta a Trevenzuolo. Esprimendo il suo cordoglio e la vicinanza ai familiari della vittima, Bigon ha sottolineato come questo ennesimo incidente mortale in Veneto si inserisca in un quadro allarmante di carenze strutturali che persistono da anni nella regione.

Consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon

"In particolare, il territorio scaligero, secondo i dati Inail, è in testa assieme alla provincia di Vicenza per numero di morti nel periodo 2019-2023: 97 decessi sui 422 complessivi registrati in Veneto nello stesso periodo. Contemporaneamente, le dotazioni organiche presenti al 31 dicembre 2023, ultimo dato disponibile, mettono in rilievo varie lacune.

Da un lato l’insufficienza numerica degli addetti, peraltro con una certa disomogeneità territoriale. Nel veronese parliamo di poco più di 30 unità, con appena 23 tecnici. A spiccare è infatti la carenza di specifici profili professionali, a partire appunto dai tecnici della prevenzione, oltre alla quasi assenza di figure dotate di nuove competenze, al passo con le evoluzioni del mondo del lavoro".

Bigon richiama l'attenzione sulla proposta di legge presentata dal gruppo del Pd in Consiglio regionale, un progetto organico per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, in attesa di essere discusso.

"Chiediamo che venga esaminato al più presto, prima della fine della legislatura. Sarebbe un grave errore non agire a livello normativo per rafforzare le misure di tutela, investendo in prevenzione, formazione e potenziamento degli organici addetti ai controlli. La Regione non può più voltarsi dall’altra parte", conclude la consigliera.

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