Dati arpav

Qualità dell’aria 2025: San Bonifacio e Borgo Milano maglie nere in provincia di Verona

Nel complesso, il 2025 ha mostrato concentrazioni di polveri sottili inferiori rispetto al quinquennio precedente, segnando il dato migliore degli ultimi venti anni per quanto riguarda il PM10

Qualità dell’aria 2025: San Bonifacio e Borgo Milano maglie nere in provincia di Verona

Il rapporto regionale di ArpaV evidenzia il rispetto dei limiti normativi per biossido di azoto e particolato fine nella quasi totalità delle centraline di rilevamento.

Qualità aria 2025 in Veneto

L’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) ha diffuso le rilevazioni preliminari sull’inquinamento atmosferico del 2025, elaborate dal Dipartimento Regionale Qualità dell’Ambiente. Il documento analizza la presenza di biossido di azoto (NO2), particolato PM10 e PM2.5 e ozono (O3) attraverso i dati delle centraline automatiche.

Nel complesso, il 2025 ha mostrato concentrazioni di polveri sottili inferiori rispetto al quinquennio precedente, segnando il dato migliore degli ultimi venti anni per quanto riguarda il PM10. Gli esperti dell’agenzia attribuiscono questi risultati positivi anche a frequenti episodi di instabilità meteorologica nei mesi freddi, che hanno ostacolato l’accumulo degli inquinanti.

Analisi regionale di NO2, PM2.5 e Ozono

I limiti annuali per il biossido di azoto (40 µg/m3) sono stati rispettati in tutte le 42 stazioni di monitoraggio, con un trend in lieve calo rispetto al biennio 2021-2022. Anche per il PM2.5, il limite di 25 µg/m3 è stato osservato in tutte le 20 centraline attive; le analisi indicano che il 72% del PM10 è composto proprio da questa frazione più fine di particolato.

Per l’ozono, inquinante tipico del periodo estivo, non sono stati registrati superamenti della soglia di allarme (240 µg/m3). Tuttavia, la soglia di informazione (180 µg/m3) è stata oltrepassata in 16 stazioni su 25, con una concentrazione dei fenomeni nel mese di giugno a causa di temperature superiori alla media stagionale.

Il commento dell’assessore Venturini

“Il 2025 registra in Veneto valori tra i migliori degli ultimi vent’anni. Ma questi risultati non rappresentano un punto di arrivo: sono uno stimolo a continuare con ancora maggiore determinazione”, ha dichiarato Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione del Veneto.

Secondo l’assessore, i dati non sono casuali ma frutto di un lavoro coordinato nel tempo.

“Questi risultati non sono frutto del caso, ma di una serie di azioni combinate tra loro, messe in campo in modo coordinato e portate avanti nel corso degli anni dalla Regione, insieme a cittadini, associazioni ed enti locali”, ha aggiunto, riconoscendo anche l’impegno dell’assessore Gianpaolo Bottacin.

San Bonifacio e Borgo Milano maglie nere in provincia di Verona

La provincia veronese registra i valori più alti di tutto il Veneto, nonostante l’eccellenza rilevata nelle zone montane.

Le stazioni di Verona Borgo Milano e San Bonifacio hanno registrato il dato peggiore a livello regionale con 44 giorni di superamento del limite di PM10. Al contrario, la località di Boscochiesanuova ha presentato l’aria migliore della provincia con soli 4 sforamenti. In tutto il territorio veronese, come nel resto della regione, il limite annuale di 40 µg/m3 per il biossido di azoto è stato rispettato, confermando un trend di progressiva riduzione delle concentrazioni medie.

L’atmosfera del 2025 può essere paragonata a un grande ambiente chiuso dove, grazie alle frequenti correnti d’aria meteorologiche, la “polvere” degli inquinanti non ha avuto il tempo di accumularsi stabilmente al suolo.

Stazione di Monitoraggio
Superamenti PM10 (Limite 35/anno)
Boscochiesanuova (Migliore) 4
Verona Giarol Grande 26
Legnago 29
Verona Borgo Milano (Peggiore) 44
San Bonifacio (Peggiore) 44