In molti hanno partecipato alla camminata silenziosa per Diego B., il 14enne scomparso nella giornata di lunedì 12 gennaio 2026, mentre le ricerche continuano, allargandosi anche a Milano.
La passeggiata silenziosa per Diego
La manifestazione nasce per supportare la famiglia in questo momento difficile e come richiamo collettivo a mantenere alta l’attenzione sulle ricerche del giovane.
Infatti, il Sindaco di San Giovanni Lupatoto, Attilio Gastaldello, aveva affermato:
“L’auspicio è che Diego possa tornare tra le mura domestiche già prima di lunedì e che questo momento diventi un’occasione di ringraziamento per il suo ritrovamento. Qualora così non fosse, oltre alla preghiera rivolta al Cielo, l’incontro vuole mantenere alta l’attenzione sulla sua scomparsa e testimoniare la vicinanza della comunità alla famiglia”.
Il corteo si è tenuto nella giornata di ieri, lunedì 19 gennaio 2026, e ha visto la comunità lupatotina e non solo, affiancare la famiglia di Diego. In particolare, erano circa duemila le persone che hanno camminato dal campo da calcio Battistoni, passando poi per via XXIV Maggio e raggiungere la chiesa.
Il Sindaco non era l’unico Primo cittadino presente, infatti, si poteva vedere diverse fasce tricolore, oltre ad alcune persone in divisa. Di fatto, il corteo è stato scortato da una macchina della Polizia, mentre un’altra chiudeva la processione.
Attilio Gastaldello ha voluto sottolineare che questo era un gesto per aiutare le forze dell’ordine a trovarlo:
“Ieri sera San Giovanni Lupatoto si è ritrovata sulle strade della città e nella Chiesa della Frazione di Pozzo, unitamente ai rappresentanti di altri comuni, di Provincia e Regione, per testimoniare l’unità con la famiglia di Diego, in questo delicato momento. La Comunità lupatotina è Sara (la mamma che cerca e attende il ritorno di Diego) ed opera e prega perché ci siano 1.000, 10.000, 100.000 persone e più che, a Milano (dove pare essere Diego, quattordicenne) come in tutta Italia, si uniscano nella ricerca. Se Diego entra nel cuore e nella mente di tutti, sarà più semplice aiutare le Forze dell’Ordine nella ricerca e ritrovarlo”.
Le indagini
In particolare, Diego si è allontanato da casa alle 6.45 del 12 gennaio, facendo credere alla madre che stava andando all’istituto tecnico Giorgi di Verona. Di fatto, prima di salire su un treno diretto a Milano, avrebbe incontrato un’amica alla quale avrebbe detto che sarebbe andato a trovare alcuni amici, di cui però la madre dubita l’esistenza. Tuttavia, potrebbe averli conosciuti attraverso i social e non aver detto nulla.
Al momento la pista prevalente è quella dell’allontanamento volontario. Diego è alto circa un metro e ottanta, gioca a basket, ha capelli castani corti e lunedì indossava un berretto scuro, un giubbino blu con cappuccio, pantaloni da tuta scuri e scarpe sportive nere.
La madre ha riferito che dopo la scomparsa tre video sarebbero stati caricati sul suo profilo TikTok, ipotesi che suggerisce l’uso intermittente del cellulare o un secondo dispositivo.
Attualmente, gli inquirenti stanno indagando con l’ipotesi che qualcuno lo stia aiutando a nascondersi, che quindi sarebbe una sottrazione di minore.
La Procura di Verona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minore, il quattordicenne di San Giovanni Lupatoto di cui non si hanno notizie dalla mattina del 12 gennaio. L’indagine, precisano gli inquirenti, è al momento a carico di ignoti e non vede indagati.
Si tratta di un passaggio necessario per consentire agli investigatori di disporre il sequestro del computer del ragazzo e approfondire ogni elemento utile a ricostruirne gli spostamenti e i contatti. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che qualcuno stia aiutando Diego a rimanere nascosto, con il suo consenso.
Il telefono del giovane risulta spento fin dalle ore successive alla scomparsa. L’ultimo segnale agganciato dal dispositivo proviene da una cella telefonica di Milano, elemento che ha contribuito a orientare parte delle verifiche anche nel capoluogo lombardo.
Di fatto, sembra che Diego stia usando, o abbia usato, alcuni “trucchi” per non farsi rintracciare, come rimanere in modalità aereo affinché il cellulare non agganci nessuna cella telefonica, ma potendo comunque connettersi al wifi.