La protesta

Anche Coldiretti Verona in piazza a Strasburgo: “Basta cibo senza regole, così si uccide l’agricoltura europea”

Sotto accusa l’accordo Mercosur e le importazioni senza garanzie: mille agricoltori sfilano verso il parlamento europeo

Anche Coldiretti Verona in piazza a Strasburgo: “Basta cibo senza regole, così si uccide l’agricoltura europea”

700 trattori in protesta a Strasburgo, il video:

 

Oltre mille agricoltori provenienti da tutta Europa hanno sfilato martedì 20 gennaio 2026 a Strasburgo fino al Parlamento Europeo per chiedere lo stop alle importazioni di cibo che non rispettano gli standard europei. In prima linea Coldiretti, guidata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. Presente anche una delegazione di Coldiretti Verona.

L’obiettivo è chiaro: fermare quella che viene definita una concorrenza sleale che mette a rischio non solo il reddito degli agricoltori, ma anche la salute dei cittadini. Oggi, infatti, solo il 3% delle merci che entrano in Europa viene sottoposto a controlli fisici nei porti e alle frontiere.

L’Europa deve difendere il proprio cibo

Nel mirino di Coldiretti c’è la linea della Commissione guidata da Ursula Von der Leyen, accusata di aver trasformato l’agricoltura in un “laboratorio ideologico” governato da tecnocrati lontani dai territori produttivi. Secondo l’organizzazione agricola, mentre alle imprese europee vengono imposti vincoli sempre più stringenti, i mercati vengono spalancati a prodotti che non rispettano le stesse regole.

Coldiretti chiede reciprocità reale, più controlli su tutte le merci in ingresso e trasparenza totale, a partire dall’origine obbligatoria in etichetta e dall’abolizione del meccanismo del codice doganale dell’ultima trasformazione, che oggi permette di mascherare la vera provenienza dei prodotti.

“Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza, nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo garantire che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese”.

Ha spiegato Ettore Prandini.

Sulla stessa linea Vincenzo Gesmundo, che ha parlato del porto di Rotterdam come di una vera e propria “porta degli inferi”:

“È necessario arrivare a un controllo che riguardi tutte le merci, dal punto di vista della qualità e soprattutto della salubrità. In molti Paesi si usano ancora fitofarmaci vietati in Europa da oltre quarant’anni”.

Emblema di questa linea è l’accordo con il Mercosur, definito da Coldiretti una follia perché aprirebbe le porte a prodotti privi delle stesse garanzie sanitarie e ambientali richieste agli agricoltori europei.

L’allarme da Verona: a rischio soprattutto il comparto carne

A Strasburgo era presente anche una delegazione di Coldiretti Verona.

“Siamo qui per proteggere il futuro dei nostri imprenditori. Non siamo contro il mercato globale, ma pretendiamo che chi esporta in Europa rispetti le stesse regole che valgono per noi”.

Ha spiegato Alex Vantini, presidente provinciale

Secondo Massimo Albano, direttore di Coldiretti Verona, senza reciprocità il libero scambio si trasforma in una distorsione del mercato:

“Se una norma viene imposta a un produttore italiano, deve valere anche per chi esporta verso l’Europa”.

Uno dei settori più esposti nella provincia di Verona è quello della produzione di carne, che rappresenta oggi uno dei comparti più dinamici del territorio. I bovini da carne hanno superato quota centomila, passando dagli 89.376 capi del 2021 ai 109.447 stimati nel 2025. Anche il settore avicolo è in forte crescita, con una produzione che punta alla soglia dei 15 milioni di capi nel 2025.

“Se l’accordo Mercosur passa, a pagare saremo noi allevatori e soprattutto i cittadini. In Europa seguiamo regole severissime per garantire carne sicura, mentre questo trattato apre le porte a prodotti ottenuti con sostanze vietate da noi da oltre vent’anni”.

Ha dichiarato Giacomo Beltrame, vicepresidente di Coldiretti Verona.

La mobilitazione, assicurano da Coldiretti, non si fermerà finché la Commissione europea non cambierà rotta e non verranno ripristinate regole capaci di difendere davvero agricoltura, consumatori e sovranità alimentare.