Raggiro sventato

Anziano non casca nella truffa del finto Carabiniere: chiama il 112 e fa arrestare un 18enne

E' successo giovedì 28 gennaio 2026 a Sant'Ambrogio di Valpolicella: l'anziano ha riconosciuto il tentativo di truffa grazie ai consigli imparati negli incontri informativi dei militari dell'Arma

Anziano non casca nella truffa del finto Carabiniere: chiama il 112 e fa arrestare un 18enne

Nel primo pomeriggio di giovedì 28 gennaio 2026, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, un cittadino solo in casa ha ricevuto una telefonata sul telefono fisso. L’interlocutore, fingendosi un carabiniere, gli ha riferito di essere sospettato di una grave rapina avvenuta in una gioielleria di Verona, chiedendo la consegna di tutti i gioielli presenti in casa per presunti accertamenti.

Il sospetto e la chiamata al 112

Come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Verona tramite il loro canale ufficiale, la richiesta insolita e lo scenario descritto, del tutto simile a quelli illustrati durante gli incontri informativi dell’Arma, hanno insospettito la vittima, che ha contattato immediatamente il 112, permettendo ai militari della Centrale Operativa di Caprino Veronese di riconoscere subito il tentativo di truffa.

L’intervento dei Carabinieri

Dopo aver rassicurato il cittadino, i Carabinieri hanno inviato due pattuglie che si sono appostate nelle vicinanze dell’abitazione. Poco dopo, il complice del finto carabiniere si è presentato per ritirare i gioielli, convinto che il raggiro fosse riuscito, ma è stato bloccato dai militari prima di entrare in casa.

Arrestato un diciottenne

Il giovane fermato è stato identificato come un 18enne di origini tunisine, proveniente da Caserta. Condotto in caserma, è stato arrestato per il tentativo di truffa. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria scaligera.

“L’episodio conferma l’efficacia della strategia dell’Arma, basata su prevenzione e repressione, e dimostra come l’informazione ai cittadini sia uno strumento fondamentale per sventare le truffe e individuare i responsabili” affermano i Carabinieri del Comando Provinciale di Verona nella nota.

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona indagata potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva di condanna.