Carabinieri

“Scusi signore, mi può dare una mano?”, così una 25enne ha sfilato il Rolex dal polso di un 72enne

A distanza di circa nove mesi dall'accaduto, è stata denunciata l'autrice del furto aggravato avvenuto a Torri del Benaco

“Scusi signore, mi può dare una mano?”, così una 25enne ha sfilato il Rolex dal polso di un 72enne

E’ un episodio che colpisce sia per la sua modalità subdola, sia per l’impatto emotivo sulla vittima quello avvenuto a Torri del Benaco, dove un 72enne del posto è stato derubato del proprio Rolex da una giovane che aveva finto una richiesta di aiuto.

Il furto

Come riferito dalla nota diffusa alla stampa dai Carabinieri di Verona tramite il loro canale ufficiale, i fatti risalgono all’aprile 2025, quando l’anziano è stato avvicinato in centro dalla giovane che gli ha chiesto alcune informazioni. Al termine di un breve dialogo, lei lo ha ringraziato stringendogli la mano. Solo pochi istanti dopo, il 72enne si è accorto che dal suo polso mancava il Rolex che indossava.

Quello che appariva come un gesto di gratitudine si è rivelato, in realtà, una mossa studiata per sottrarre il prezioso orologio con destrezza, lasciando la vittima incredula e amareggiata.

Le indagini

Il 72enne si è immediatamente rivolto ai Carabinieri della Stazione di Torri del Benaco, che hanno avviato un’attenta attività investigativa.
I militari hanno analizzato:

  • le immagini della videosorveglianza presenti nella zona dell’episodio;
  • i dati delle celle telefoniche insistenti sull’area;
  • gli elementi descrittivi forniti dalla vittima.

Grazie a un lavoro meticoloso di incrocio e valutazione delle informazioni raccolte, i Carabinieri sono riusciti a identificare la presunta responsabile.

La responsabile

Si tratta di una 25enne straniera, senza fissa dimora in Italia e già nota alle forze dell’ordine, che è stata denunciata in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Verona.

La giovane è ritenuta gravemente indiziata del reato di furto aggravato dalla destrezza. Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità della persona indagata potrà essere accertata solo con sentenza definitiva di condanna.

“L’episodio evidenzia ancora una volta l’attenzione dell’Arma dei Carabinieri nei confronti dei reati predatori, spesso caratterizzati da modalità ingannevoli e rivolti a persone anziane o vulnerabili. L’intervento tempestivo e l’attività investigativa hanno consentito di fornire una risposta concreta a tutela del cittadino” conclude la nota.