Bracconaggio ittico

Il video dei bracconieri in azione tra Sirmione e Peschiera: catturate carpe con pesca illegale

La denuncia di Andrea Spiller, consigliere comunale di Desenzano del Garda: "Un fenomeno che accade da anni lungo le sponde del nostro lago"

Il video dei bracconieri in azione tra Sirmione e Peschiera: catturate carpe con pesca illegale

Qualche giorno fa, intorno alle 2 di notte, una barca con due persone a bordo è entrata nel porto Nautigarda, in località Fornaci, tra Sirmione e Peschiera del Garda. Le immagini di un video mostrano chiaramente l’imbarcazione avvicinarsi ai pontili e calare una rete da pesca vietata, pratica illegale nelle acque portuali. A darne notizia è stato Andrea Spiller, consigliere comunale (M5S e L’Altra Desenzano) di Desenzano del Garda.

 

Carpe intrappolate

Sotto i pontili, in questo periodo dell’anno, decine di carpe trovano rifugio e riposo. In pochi minuti i pesci, smossi dal movimento della rete, vengono spinti all’interno e caricati sull’imbarcazione. Terminata l’operazione, la barca si allontana nel buio.

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La rotta verso Pacengo

Secondo quanto documentato, l’imbarcazione si dirige verso il porto di Pacengo, dove ad attendere ci sarebbero un furgone per lo stoccaggio del pesce e un carrello per il recupero della barca. Un sistema organizzato che consente di far sparire rapidamente il pescato.

Un business milionario

L’episodio non è isolato.

“Quello che ci mostra questo breve ma significativo video è ciò che accade purtroppo frequentemente e da anni ormai lungo le sponde del nostro lago (un caso analogo si è verificato poche settimane fa tra Sirmione e Desenzano), soprattutto in questo periodo, dove questi personaggi approfittano della tranquillità per compiere vere e proprie razzie, si parla di tonnellate di pesce vivo da rivendere abusivamente ai laghetti di pesca sportiva oppure morto quando destinato ai mercati ittici dell’est Europa – ha dichiarato Spiller nella nota stampa – Un business dalle dimensioni notevoli che, tramite il furto del patrimonio collettivo, alimenta i guadagni di pochi soggetti”.

Oltre all’illegalità, queste azioni provocano un grave danno ambientale. In una sola retata vengono asportate decine di esemplari, spesso in fasi delicate del ciclo biologico, quando i pesci si preparano alla riproduzione o alla deposizione delle uova. In questi casi il danno per l’ecosistema lacustre diventa esponenziale.

Assenza di controlli e nessuna revisione dei regolamenti

L’assenza totale di controlli e monitoraggio unite al generale scarso interesse verso queste problematiche da parte dell’opinione pubblica consente a questi personaggi di muoversi quasi indisturbati, sapendo che anche in caso di intervento delle forze dell’ordine il rischio che corrono è estremamente ridotto – ha aggiunto Spiller – Tuttavia la presenza sempre maggiore di pescatori sportivi lungo le rive anche in questo periodo e anche in orari notturni, come in questo caso, consente di moltiplicare il numero di persone che possono vedere o intercettare queste situazioni allertando tempestivamente gli enti preposti. Se a questo si aggiungesse una regolamentazione efficace finalizzata veramente al contrasto del bracconaggio si potrebbe seriamente pensare di ostacolare il fenomeno”.

Da tempo viene chiesta una revisione dei regolamenti, giudicati vecchi e anacronistici, per rendere davvero efficace il contrasto al bracconaggio e favorire una pesca sostenibile sul Lago di Garda. Tuttavia, viene denunciata una persistente lentezza istituzionale nell’affrontare il problema.

“Da anni ormai ci occupiamo del tema evidenziandone le problematiche e spingendo affinché si rivedano regolamenti vecchi di decenni e completamente anacronistici nella direzione di una reale e sempre maggiore sostenibilità della pesca sul nostro lago e, più in generale, della convivenza tra l’uomo e l’ecosistema lacustre – ha concluso il consigliere comunale – Tuttavia non possiamo che riscontrare ogni volta la reticenza e lentezza delle istituzioni nell’affrontare con determinazione questa tematica. Lentezza che costa al nostro lago ogni anno decine e decine di tonnellate di pesce asportato illegalmente e rivenduto abusivamente per arricchire le tasche di pochi personaggi!”.