Abusi

Torture in Questura: dodici poliziotti rinviati a giudizio a Verona

L'udienza preliminare per i fatti di Lungadige Galtarossa si chiude con pesanti accuse di tortura e lesioni, oltre a tre condanne in rito abbreviato

Torture in Questura: dodici poliziotti rinviati a giudizio a Verona

I verdetti per i presunti abusi avvenuti nella questura scaligera sono stati emessi mercoledì 11 febbraio 2026. La giudice Arianna Busato ha disposto il processo per dodici agenti, che si uniscono ai due colleghi già precedentemente a giudizio per le posizioni più gravi. Il dibattimento per i nuovi imputati inizierà nel 2026 davanti alla giudice Alessia Silvi.

Le indagini della Procura descrivono episodi di sofferenze inflitte a soggetti fragili, tra cui un senza fissa dimora e un tossicodipendente, portati negli uffici di polizia per controlli di routine.

Torture in Questura: dodici poliziotti rinviati a giudizio

Secondo quanto riportato da L’Arena, quattro poliziotti dovranno rispondere del reato di tortura. Secondo l’accusa, tra l’estate e l’autunno del 2022 avrebbero causato sofferenze acute a due persone trattenute nella stanza dei fermati.

Torture Questura Verona
Torture Questura Verona

Altri colleghi sono invece imputati per lesioni: in alcuni casi avrebbero partecipato attivamente alle aggressioni, in altri non sarebbero intervenuti per fermare le violenze. Uno degli episodi contestati riguarda un pestaggio che ha provocato a un fermato un ematoma all’occhio e diverse contusioni.

Le altre accuse

L’inchiesta ha portato alla luce anche condotte improprie non legate direttamente alla violenza fisica. Alcuni operatori avrebbero interrotto una perquisizione domiciliare dopo aver scoperto che l’abitazione apparteneva a un conoscente, rispondendo ora di falso e omissione di atti d’ufficio.

Un altro agente è accusato di peculato per aver sottratto 40 euro e sigarette a una persona fermata, mentre un collega è imputato per non aver denunciato il furto.

Tre condanne in rito abbreviato

Quattro poliziotti hanno scelto il rito abbreviato per definire la propria posizione.

Un ventottenne è stato condannato a quattro mesi per lesioni, mentre un trentaduenne ha ricevuto una sanzione di 200 euro per omessa denuncia. Una condanna a 5 mesi e 10 giorni è stata inflitta a un quarantatreenne per falso ideologico in merito a un turno di servizio. Una poliziotta è stata invece assolta perché il fatto non costituisce reato.