a Tarmassia

E’ un 32enne nigeriano l’operaio morto sul lavoro a Isola della Scala, impigliato in un macchinario

Addetto alla raccolta delle uova ha perso la vita mercoledì 18 febbraio 2026 in un allevamento avicolo

E’ un 32enne nigeriano l’operaio morto sul lavoro a Isola della Scala, impigliato in un macchinario

Un lavoratore di 32 anni ha perso la vita poco prima di mezzogiorno di mercoledì 18 febbraio 2026 all’interno di un allevamento avicolo a Tarmassia, frazione di Isola della Scala.

La vittima, cittadino nigeriano regolarmente residente in Italia, era addetta alla raccolta delle uova in un capannone di proprietà di un’azienda agricola con sede a Milano.

Operaio 32enne resta impigliato in un macchinario

Secondo le prime ricostruzioni, il trentaduenne sarebbe rimasto impigliato con un lembo degli abiti negli ingranaggi di un macchinario utilizzato per la movimentazione interna. Il sistema lo avrebbe trascinato senza lasciargli scampo.

A dare l’allarme è stato un collega presente nel capannone al momento dell’accaduto. I tentativi di liberarlo si sono rivelati inutili.

Il luogo dell’incidente

Sul posto sono intervenuti i soccorritori del Suem 118 con l’elicottero di Verona Emergenza, ma il medico non ha potuto che constatare il decesso del lavoratore.

Presenti anche i Carabinieri e i tecnici dello Spisal, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica e verificare perché, una volta impigliatosi nel nastro, il macchinario non si sia arrestato. Raccolta a lungo la testimonianza del collega che lavorava con la vittima.

Quarto decesso sul lavoro in Veneto nel 2026: la denuncia dell’UIL

Quello avvenuto a Tarmassia è il quarto incidente mortale sul lavoro registrato in Veneto dall’inizio del 2026. La UIL Veneto parla di una tendenza che non cambia.

“Un altro morto sul lavoro, il quarto dall’inizio dell’anno. Continuiamo a fare protocolli e a fare formazione, ma la sicurezza purtroppo non è ancora garantita al cento per cento. È inaccettabile. Dobbiamo contrastare questa strage sul lavoro: chi lavora deve sentirsi al sicuro e deve poter far rientro a casa una volta terminata la propria giornata”, ha dichiarato il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo, esprimendo vicinanza alla famiglia del trentaduenne.

Sulla stessa linea anche Daniele Mirandola, segretario generale della Uila Veneto:

“Vorrei esprimere il mio dolore per la perdita di questo giovane lavoratore, solo 32 anni, in un incidente in un’azienda agricola della provincia veronese. Ora le indagini dei Carabinieri e degli ispettori del lavoro stanno esaminando le dinamiche. Sarà importante capire perché non siano intervenuti i blocchi di sicurezza dei macchinari come previsto dalle normative. È il momento di cambiare passo: la sicurezza non è un optional, ma un dovere”.

Il rappresentante sindacale ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare non solo la formazione, ma anche l’addestramento pratico, ritenuto decisivo per prevenire nuovi incidenti.