ARRESTATO

28enne denuncia il compagno violento che l’ha costretta anche ad avere rapporti

56enne di San Martino Buon Albergo ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale

28enne denuncia il compagno violento che l’ha costretta anche ad avere rapporti

I Carabinieri della Stazione di San Martino Buon Albergo, lo scorso 5 febbraio 2026, hanno messo fine all’ennesima storia di violenza fisica e psicologica nei confronti di una donna (in copertina: immagine di repertorio).

Aggressioni e rapporti sessuali non voluti

Come riferito dalla nota diffusa dai militari dell’Arma di Verona tramite il loro canale ufficiale, l’intervento è stato possibile dopo la coraggiosa denuncia fatta dalla vittima delle violenze: una 28enne che ha trovato la forza di presentarsi in caserma per raccontare maltrattamenti subiti da anni da parte del compagno 56enne.

Nella sua denuncia, la 28enne non ha risparmiato dettagli. In un’occasione recente, ad esempio, l’aggressione del compagno le ha provocato lesioni che sono state giudicate guaribili in dieci giorni. In altri due casi, invece, sarebbe stata costretta dal 56enne a subire rapporti sessuali contro la sua volontà.

Codice Rosso

Una volta raccolta la denuncia, i Carabinieri di San Martino Buon Albergo hanno attivato il “Codice Rosso“, proceduta volta a garantire tutela alle vittime di violenza di genere.

I militari dell’Arma sono quindi intervenuti, portando a galla tutti gli elementi necessari per avere un riscontro rispetto al racconto della 28enne. Per questo motivo, è stato eseguito l’arresto del compagno 56enne, effettuato dopo il via libera all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Verona.

La misura è stata rilasciata a causa del pericolo che il compagno possa continuare nei reati a lui contestati, cioè maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale, salvaguardando così l’incolumità della vittima 28enne.

L’arresto

Il 56enne, tra l’altro già noto alle forze dell’ordine, è stato portato nella casa circondariale Montorio di Verona, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Si rappresenta, infine, che le misure sono state adottate d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.

“La tutela delle vittime vulnerabili è un aspetto fondamentale dell’operato quotidiano del personale dell’Arma dei Carabinieri, sempre attenzionato con la massima ed efficace azione di contrasto dalla elevata incisività. I militari, sempre più formati sulla gestione della materia, attuano scrupolosamente le procedure normative pur ponendo in essere tutti gli accorgimenti atti a preservare la sensibilità e l’emotività delle vittime, al fine di limitare, con ogni auspicio, l’impatto psicologico di quanto da loro subito” conclude la nota dei Carabinieri di Verona.