L’attesa è febbrile, ma l’atmosfera che avvolge l’Arena di Verona a poche ore dalla cerimonia di apertura dei XIV Giochi Paralimpici invernali non è quella della festa spensierata. Mentre la città si prepara a mostrare al mondo la bellezza millenaria del suo anfiteatro, dietro le quinte la diplomazia sportiva è in frantumi.
Il Fronte del dissenso: 11 nazioni dicono No
Quello che era iniziato come un grido isolato dell’Ucraina si è trasformato in un boicottaggio di massa. Ad oggi, sono ben 11 i Paesi che hanno confermato che non sfileranno domani sera sul red carpet dell’Arena.
Alla delegazione di Kiev si sono uniti, in una reazione a catena che spacca il fronte europeo e internazionale, nazioni come Polonia, Repubblica Ceca, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e, ultima in ordine di tempo, la Germania.
Anche la politica europea segna il passo: il Commissario UE per lo sport, Glenn Micallef, ha già annunciato che il suo scranno nella tribuna d’onore resterà vuoto. Una scelta di campo netta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale (CPI) di riammettere 10 atleti (6 russi e 4 bielorussi) sotto le proprie insegne nazionali, rompendo la neutralità imposta invece alle recenti Olimpiadi.
Una scelta che ha annullato il bando in vigore dal 2022 e che molti Paesi considerano un affronto inaccettabile mentre il conflitto in Ucraina continua a insanguinare l’Europa.
“Vogliono la bandiera? Facciano tacere le armi”, ha commentato duramente il ministro dello Sport Andrea Abodi, riflettendo un sentimento di disagio condiviso da gran parte della politica italiana.
Una Cerimonia senza Portabandiera
Per evitare lo spettacolo spettrale di un’Arena con troppi vuoti e sfilate “a macchia di leopardo”, il CPI ha preso una decisione d’emergenza senza precedenti: nessun atleta porterà la propria bandiera nazionale. Domani sera, i vessilli di tutte le nazioni saranno affidati alle mani dei volontari veronesi.
Molte delle delegazioni che boicottano la presenza fisica hanno accettato di comparire solo in contributi video preregistrati che verranno trasmessi sui maxischermi, trasformando quello che doveva essere un abbraccio collettivo in una sorta di celebrazione “ibrida” e distante.
Nonostante le defezioni, Verona non rinuncia al suo ruolo. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, continua a puntare sull’inclusione, sottolineando che l’evento resta una vetrina fondamentale per l’eccellenza dello sport paralimpico. Tuttavia, è innegabile che la “macchia” diplomatica pesi sul debutto scaligero.
Domani sera, quando le luci si accenderanno sull’Arena, gli occhi del mondo non saranno puntati solo sulle performance artistiche, ma sui vuoti lasciati da chi ha scelto di restare fuori per protesta.