Una bambina di dieci anni è stata morsa alla mano da una vipera durante una passeggiata in Lessinia, nella giornata di sabato scorso 14 marzo 2026. L’episodio conferma un anticipo stagionale di circa un mese rispetto ai normali cicli biologici dei rettili, fenomeno strettamente legato all’innalzamento delle temperature medie.
La piccola è stata immediatamente trasferita al Centro antiveleni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, presso il polo di Borgo Trento. I medici del pronto soccorso pediatrico, supportati dalla consulenza specialistica del dottor Giorgio Ricci, hanno monitorato la paziente constatando un quadro clinico favorevole.
Non è stata necessaria la somministrazione dell’antidoto e la giovanissima è stata dimessa il giorno successivo senza complicazioni.
L’impatto del cambiamento climatico sulla fauna
Il dottor Giorgio Ricci, direttore del Centro antiveleni Aoui, ha evidenziato come l’evento non rappresenti un caso isolato, richiamando un precedente simile avvenuto nell’aprile del 2023.

Le temperature elevate spingono i rettili a interrompere il letargo precocemente, aumentando le probabilità di incontro con chi frequenta i sentieri già nelle prime settimane primaverili.
Gli specialisti raccomandano massima prudenza durante le attività all’aperto, specialmente in prossimità di pietre, muretti a secco, cataste di legna o zone con erba alta, habitat naturali dove questi esemplari sono soliti stazionare per termoregolarsi.
Sintomatologia e protocolli di intervento
In caso di morso, la finestra temporale per un intervento efficace varia dalle 4 alle 6 ore. I sintomi possono limitarsi a dolore locale e modesto gonfiore della zona interessata, ma nei casi più critici possono insorgere nausea, vomito e diarrea.
Il Centro antiveleni di Verona dispone di protocolli all’avanguardia che prevedono l’uso di “frammenti anticorpali”, una tecnologia moderna che ha sostituito il vecchio siero, ormai ritirato dal commercio. Tale risorsa viene impiegata esclusivamente in presenza di un’evoluzione grave dell’avvelenamento o di chiari segni di coinvolgimento sistemico dell’organismo.
Vademecum: cosa fare e cosa evitare in caso di morso
In base alle linee guida mediche e ai protocolli di primo soccorso, ecco le regole fondamentali da seguire per gestire correttamente l’emergenza:
Cosa fare immediatamente:
- Mantenere la calma: lo stato di agitazione accelera il battito cardiaco, favorendo la diffusione del veleno.
- Chiamare il 118 o il 112: contattare subito i soccorsi fornendo coordinate precise.
- Sfilare anelli e bracciali: se l’arto colpito è una mano o un braccio, occorre rimuoverli prima che l’edema ne renda difficile l’estrazione.
- Immobilizzare l’arto: effettuare un bendaggio non compressivo e limitare i movimenti, agendo come se si trattasse di una frattura.
- Lavare la ferita: utilizzare acqua ossigenata o acqua semplice per pulire la zona del morso.
Cosa non fare assolutamente:
- Evitare alcolici: l’alcol è un vasodilatatore che accelera la tossicità del veleno.
- Non usare soluzioni alcoliche sulla ferita: l’alcol può interagire negativamente con il veleno.
- Non incidere o succhiare: queste pratiche sono inutili e possono peggiorare il danno ai tessuti o infettare chi presta soccorso.
- Non usare il laccio emostatico: il blocco della circolazione può causare necrosi dei tessuti.
- Niente siero “fai-da-te”: l’antidoto va somministrato solo in ospedale per prevenire shock anafilattici.
Come riconoscere il morso di vipera
Per identificare correttamente l’aggressione di un rettile velenoso, bisogna osservare i segni cutanei. Il morso della vipera lascia due piccoli fori distanziati di circa 6-8 millimetri, nettamente più evidenti rispetto ad eventuali altri segni.
Al contrario, i serpenti non velenosi lasciano una serie di piccoli punti disposti a “U”. Il dolore è generalmente immediato e pungente, seguito da un arrossamento che evolve in gonfiore entro pochi minuti.