Carabinieri

45enne disturba in un bar di Legnago: con sé aveva un coltello da caccia

E' successo nel pomeriggio di giovedì 19 marzo 2026: scatta l'arresto per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo d'armi

45enne disturba in un bar di Legnago: con sé aveva un coltello da caccia

Nel tardo pomeriggio di giovedì 19 marzo 2026, i Carabinieri della Stazione di Legnago hanno tratto in arresto un 45enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, perché ritenuto responsabile dei reati di resistenza a un pubblico ufficiale e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere (in copertina: immagine di repertorio).

45enne agitato in un bar

Come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Verona tramite il loro canale ufficiale, il 45enne stava creando disturbo all’interno di un bar del centro.

Dopo la segnalazione al 112, sul posto sono prontamente giunti i militari dell’Arma, i quali hanno individuato il soggetto zoppicare in mezzo alla strada.

In prima battuta, hanno provveduto a liberare la carreggiata, cercando di convincerlo a parole, ma avvicinandosi con l’autovettura d’istituto, lo stesso ha iniziato a diventare inquieto, l’atteggiamento nervoso, irascibile.

Un improvviso spintone a un Carabiniere, nel tentativo di defilarsi, ha fatto cambiare le procedure, portando i militari a immobilizzarlo e a perquisirlo per il trasporto in Caserma.

Con sé aveva un coltello da caccia

Tra gli indumenti del 45enne è stato rinvenuto un grosso coltello da caccia nascosto sotto la cintura. I Carabinieri, informata la Procura della Repubblica di Verona, lo hanno dichiarato in stato di arresto, trattenendolo poi nelle camere di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Legnago, in attesa del rito direttissimo.

L’arresto

Nella tarda mattinata di venerdì 20 marzo 2026, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato condotto innanzi al Giudice del Tribunale Scaligero, il quale ha convalidato l’arresto e disposto per l’indagato l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, rinviando l’udienza a giugno 2026.

Per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.

“L’intervento dei Carabinieri rappresenta l’ultimo e fondamentale baluardo a tutela della sicurezza collettiva, specialmente dinanzi a soggetti esagitati che minacciano la serenità dei cittadini. In questo delicato scenario, ogni forma di resistenza verso i militari non è solo un reato, ma un attacco diretto alle istituzioni stesse. Operando come scudo per la comunità, il personale in divisa deve poter portare a termine il proprio dovere senza ostacoli, per non mettere a rischio l’incolumità altrui e la propria assicurando il bene comune” conclude la nota stampa dei Carabinieri.