Carabinieri

63enne arrestata per tentato omicidio: vicina aggredita con spray al peperoncino e martello

E' successo a Legnago. Alla base del gesto dissapori tra le due donne: la 63enne avrebbe ritenuto la vicina coinvolta in una procedura di sfratto nei suoi confronti

63enne arrestata per tentato omicidio: vicina aggredita con spray al peperoncino e martello

Un grave episodio di violenza si è verificato a Legnago, dove una 63enne è stata arrestata dai Carabinieri con l’accusa di tentato omicidio ai danni della vicina di casa 58enne.

Aggressione con spray al peperoncino e martello

Come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Verona tramite il loro canale ufficiale, l’aggressione sarebbe avvenuta nel primo pomeriggio sul pianerottolo del condominio.

La 63enne avrebbe atteso la vittima per poi colpirla inizialmente con spray al peperoncino e successivamente con un martello alla testa, in un’azione ritenuta dagli investigatori premeditata.

Il martello usato dalla 63enne

Un passante la porta in ospedale

Nonostante la violenza dell’attacco, la 58enne ferita è riuscita a divincolarsi e a fuggire in strada, dove ha chiesto aiuto. Un passante, notandola sanguinante, l’ha soccorsa accompagnandola in auto all’ospedale.

La vittima è stata ricoverata in osservazione: le sue condizioni non sarebbero gravi.

Intervento dei Carabinieri

Dopo l’aggressione, la presunta autrice avrebbe sottratto la borsa della vicina, prelevando circa 80 euro dal portafoglio e danneggiando i documenti personali con un paio di forbici.

I militari della Compagnia di Legnago sono intervenuti rapidamente, bloccando la 63enne nelle vicinanze della zona ospedaliera. Sul luogo dell’aggressione sono stati effettuati i rilievi, con il rinvenimento di numerose tracce di sangue sul pianerottolo.

Il pianerottolo dove è avvenuta l’aggressione

Indagini in corso

Secondo una prima ricostruzione, all’origine del gesto ci sarebbero dissapori tra le due. In particolare, la 63enne avrebbe ritenuto la vicina coinvolta in una procedura di sfratto nei suoi confronti, alimentando un forte risentimento sfociato nell’aggressione.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica, prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: eventuali responsabilità saranno accertate solo con sentenza definitiva.