Domenica 12 aprile 2026 ha preso ufficialmente il via presso il quartiere fieristico di Veronafiere la 58^ edizione di Vinitaly, il salone internazionale di riferimento per il comparto vitivinicolo, in programma fino a mercoledì 15 aprile. La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali, unite nel sottolineare il valore del vino come secondo comparto per saldo della bilancia commerciale del made in Italy, con un attivo di 7,2 miliardi di euro registrato nel 2025.
Vinitaly come asset strategico per i mercati esteri
Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha aperto i lavori definendo la manifestazione una infrastruttura fondamentale per la proiezione internazionale delle imprese.
“Vinitaly rappresenta oggi un’infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano, un presidio organizzato che, a partire da Verona, opera con continuità per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati globali. In uno scenario tra i più complessi sotto il profilo geopolitico ed economico, caratterizzato da instabilità, ridefinizione delle rotte commerciali e crescente competizione internazionale, Veronafiere avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il proprio ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all’estero”.
Il piano d’azione prevede circa trenta iniziative internazionali che spaziano dagli Stati Uniti all’Asia, con l’obiettivo di intercettare le geografie più promettenti per le esportazioni nazionali.

La diplomazia della crescita e le nuove rotte commerciali
Il vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani, ha rimarcato come l’Italia sia il primo produttore globale con una quota superiore al 23% dell’export mondiale, raggiungendo nel 2025 un valore di 7,8 miliardi di euro. Sulla stessa linea, il presidente di ITA – Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, ha annunciato nuove tappe promozionali in Africa, Canada e Australia, oltre al raddoppio della presenza in Brasile.
“Il Vinitaly si conferma la fiera di riferimento globale dove si definiscono i trend di settore. In una fase economica complessa è fondamentale accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto”.
L’impegno dell’agenzia per l’edizione 2026 ha garantito l’arrivo a Verona di oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 70 nazioni differenti.

Analisi di mercato e potenziale di crescita
Secondo i dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, esistono dodici Paesi con un altissimo potenziale di espansione, tra cui spiccano Giappone, Messico, Vietnam e Indonesia. La sfida attuale per il settore è diversificare le destinazioni, poiché attualmente il 60% del valore dell’export è concentrato su soli cinque mercati. Lamberto Frescobaldi, alla guida dell’Unione italiana vini, ha evidenziato la necessità di una maggiore managerialità:
“Che la situazione sia complicata non è un mistero, considerando i molti fattori anche esterni. Però serve vedere le cose nella loro complessità: il vino italiano nel mondo guarda tutti dall’alto e questo va ricordato”.
Enoturismo e valorizzazione del territorio
Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha posto l’accento sul valore dell’enoturismo, segmento che in Italia genera già 3 miliardi di euro. L’obiettivo istituzionale è convogliare i flussi turistici verso le cantine per decongestionare i centri urbani e valorizzare le identità locali. Il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha invece rivolto un ringraziamento particolare ai lavoratori della filiera:
“Il primo ringraziamento va alle donne e agli uomini che lavorano nei campi, nelle cantine e in tutto il comparto, troppo spesso dimenticati e che devono restare al centro dell’agenda istituzionale”.
Cultura e identità della cucina italiana
Il legame tra produzione vinicola e patrimonio culturale è stato ribadito dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ricordando il recente riconoscimento della Cucina italiana come patrimonio Unesco. All’interno della fiera, la collaborazione con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha permesso l’esposizione di sei capolavori marmorei provenienti dagli Uffizi legati al mito di Dioniso. Anche Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha confermato la resilienza del settore:
“Vinitaly è vetrina della forza, della resilienza e della competitività del nostro Made in Italy, di cui il vino è uno dei prodotti di maggiore visibilità”.
GUARDA LA GALLERY (9 foto)