Raduno Ana del Triveneto

Fare memoria, unico imperativo di una giornata delle penne nere.

Raduno Ana del Triveneto
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Raduno Ana del Triveneto. Fare memoria, unico imperativo di una giornata delle penne nere.

Fare memoria

La spinta di quei 150 gagliardetti, la forza di quel bosco che non conosce mai autunno. Con un unico imperativo a guidare i loro passi: «Fare memoria». Il presidente sezionale Luciano Bertagnoli, alla vigilia, aveva lanciato l'appello a tutti gli alpini veronesi. E, come al solito, le Penne Nere scaligere non hanno mancato l'importante appuntamento con il Raduno Triveneto in programma nel fine settimana, da venerdì a domenica, a Vittorio Veneto. Un luogo carico di valenze storiche, nel centenario della fine della Grande Guerra.

Grande partecipazione

«Quella è una terra in cui gli Alpini sono radicati davvero fortemente e lo si è capito dalla presenza in massa della gente e dagli applausi continuati che hanno accompagnato la nostra sfilata di domenica mattina» ricorda il presidente Bertagnoli. Presenza «di massa» apprezzata anche da Alfonsino Ercole, che proprio domenica è stato nominato vice presidente vicario dell'Associazione Nazionale Alpini, nel corso del consiglio nazionale.

Il secondo raduno

Un altro «esodo» per gli alpini veronesi dopo la grande partecipazione all'ultima Adunata Nazionale di Trento. E anche questa volta, la politica scaligera, ha voluto far sentire la propria vicinanza al Corpo. Tredici i primi cittadini scaligeri che hanno sfilato con gli alpini domenica mattina, insieme ad assessori, parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti della Provincia. E a «tirare il gruppo» c'era l'assessore del Comune di Verona Marco Padovani, che già aveva marciato da Verona a Trento in occasione dell'ultima Adunata Nazionale. Una «squadra» trasversale a tutti gli schieramenti politici, in perfetta linea con l'appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco del capoluogo Federico Sboarina che ha rimarcato la volontà di portare in riva all'Adige l'Adunata Nazionale nel 2020. «Una giornata bellissima - commenta Bertagnoli -, abbiamo sfilato sotto il sole, circondati dal calore della gente. Siamo arrivati esausti ma orgogliosi del nostro essere alpini».

La responsabilità

Un orgoglio che nasce, anche e soprattutto, dalla responsabilità che le Penne Nere sentono quotidianamente. Una responsabilità che il presidente Bertagnoli ha voluto ricordare anche sabato mattina, nel corso di uno dei momenti più toccanti della tre giorni del Triveneto: la deposizione delle ultime Foglie che mancavano all'Albero del Ricordo: le cinque Foglie delle sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza. Un albero «sempreverde», che non può appassire mai. «L'ho ricordato anche nel corso del mio discorso ufficiale, sabato mattina: con queste foglie che abbiamo posto sull'Albero abbiamo preso un impegno molto importante. Anche quando si spegneranno i riflettori del Centenario della Grande Guerra, noi abbiamo il dovere di continuare ad alimentare la fiamma del ricordo perché le nostre radici sono lì, in quei ragazzi che hanno dato la loro vita per darci quell'Italia magnifica di cui siamo orgogliosi e per la quale dobbiamo continuare ad andare avanti con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo di sempre».

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