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"One Bridge to Idomeni" racconta due anni di aiuti con una mostra di 13 ore

Bertacco: "Un progetto che affronta il fenomeno dell’immigrazione mettendo al centro l’uomo, con i suoi bisogni, diritti e doveri".

"One Bridge to Idomeni" racconta due anni di aiuti con una mostra di 13 ore
Altro Verona Città, 18 Marzo 2018 ore 14:25

"One Bridge to Idomeni" racconta due anni di aiuti con una mostra di 13 ore.

La mostra  “21.03.2016 Tornare Partire Tornare 21.03.2018”

Un’istallazione di 13 ore, a flusso continuo, per raccontare 2 anni di aiuti umanitari che l’associazione “One Bridge to Idomeni” ha portato sulla rotta balcanica, al confine greco-macedone. La mostra “21.03.2016 Tornare Partire Tornare 21.03.2018” si terrà in Gran Guardia mercoledì prossimo, appunto il 21 marzo, dalle 10 alle 23. Durante la giornata un flusso continuo di foto, immagini e testi, testimonieranno quanto fatto dall’associazione, dalla sua prima missione ad oggi. Nel 2016, infatti, da Verona partirono i primi 5 volontari diretti a Idomeni, nel più grande campo profughi della Grecia. Oggi sono oltre 200 le persone iscritte all’associazione e impegnate a Verona, ma anche nei progetti attivi in Serbia e Grecia.

Anche un momento teatrale

Nel corso della serata di mercoledì, alle 21.30, è previsto un breve momento teatrale, durante il quale gli attori Simonetta Giacon e Walter Peraro interpreteranno alcune delle testimonianze scritte dai volontari.

Progetto editoriale "Tracce"

L’esposizione sarà affiancata dal progetto editoriale “Tracce”, un diario dei primi due anni di aiuti, arricchito da una raccolta di scatti donati da fotoreporter di fama nazionale. La prima edizione del volume ha una tiratura limitata di 200 copie, che potranno essere acquistate tramite una donazione che finanzierà l’associazione.

Un progetto che affronta il fenomeno dell'immigrazione

L’iniziativa è stata presentata venerdì mattina in sala Arazzi dall’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco, insieme al presidente di “One Bridge to Idomeni” Giulio Saturni e al curatore della mostra Edoardo Garonzi. “Questo progetto – ha spiegato Bertacco – affronta il fenomeno dell’immigrazione mettendo al centro l’uomo, con i suoi bisogni, diritti e doveri. Ringrazio tutti i volontari che in questi anni tanto hanno fatto non solo per portare degli aiuti là dove servivano, ma anche per creare un ponte tra Verona e le città coinvolte nei progetti umanitari”.