Parte l'operazione "Sonni tranquilli"

Venerdì 17 marzo si celebra la X Giornata mondiale del Sonno dei cui disturbi soffre una significativa parte della popolazione

Parte l'operazione "Sonni tranquilli"
Altro 15 Marzo 2017 ore 10:41

Venerdì 17 marzo si celebra la X Giornata mondiale del Sonno dei cui disturbi soffre una significativa parte della popolazione

Venerdì 17 marzo si celebra la X Giornata mondiale del Sonno dei cui disturbi soffre una significativa parte della popolazione. Nel contesto di questi lo pneumologo si interessa in particolare dei disturbi che portano alla comparsa di arresti temporanei del respiro, apnee più spesso ostruttive nelle quali si verifica una temporanea ostruzione al passaggio dell’aria a livello del faringe o, meno frequentemente, centrali nelle quali il centro del respiro “si spegne” per qualche secondo. La sindrome delle apnee ostruttive notturne, OSAS nella sigla anglosassone, è il più diffuso tra i disturbi respiratori nel sonno e arriva a colpire in una forma clinicamente rilevante il 4-5% della popolazione generale adulta. “Questa sindrome può facilitare la comparsa di molte complicanze di tipo cardiovascolare – dice il dr. Guido Polese, direttore Pneumologia Ospedale Orlandi - e, per la comparsa di sonnolenza, può favorire gli incidenti stradali”.Le Pneumologie sono da anni attive nella diagnosi e trattamento di questi disturbi e quest’anno l’associazione dei pneumologi ospedalieri (AIPO) ha attivato alcune iniziative educazionali e di sensibilizzazione verso attività di diagnosi e trattamento che vedono coinvolte anche le Pneumologie della ULSS Scaligera. In occasione della Giornata parte anche l’operazione “Sonni Tranquilli”, un progetto di carattere comunicazionale e formativo volto a promuovere la conoscenza delle apnee ostruttive nel sonno. A lanciare l’iniziativa, rivolta a specialisti, medici di medicina generale e pazienti è l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieriche intende sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe medica, attraverso un percorso di conoscenza su una condizione ancora sotto stimata e poco nota. L'UOC di Pneumologia dell'Ospedale Mater Salutis di Legnago, diretta dal dr. Claudio Micheletto, aderisce a questa iniziativa. Presso questo reparto è possibile effettuare una visita presso l'ambulatorio dei disturbi respiratori del sonno, gestito dal dr. Fabrizio Zecchinato, per verificare se vi è l'indicazione a eseguire degli accertamenti specifici utili per la diagnosi. 

Presso l'UOC di Pediatria e Patologia neonatale dell'Ospedale Fracastoro, diretta dal dr. Mauro Cinquetti, in particolare nell'ambito delle attività dell'ambulatorio di pneumologia ed allergologia pediatrica che si occupa dei bambini affetti da patologie respiratorie cronico-recidivanti, una specifica attenzione viene rivolta alle patologie e ai disturbi correlati al sonno. Anche i bambini infatti possono in alcuni casi presentare una sintomatologia correlata con le apnee notturne, ed è fondamentale in queste situazioni effettuare una diagnosi precisa per stabilirne le cause. L’ UOC di Pediatria e Patologia neonatale inoltre segue anche bambini speciali, con disabilità più o meno gravi, che sovente presentano apnee notturne legate alla loro fragile condizione. Poter eseguire in questi casi un esame a ridotta invasività e con risultati precisi risulta essenziale per migliorare la loro condizione e qualità di vita. In questi contesti vengono utilizzati strumenti speciali, come la polisonnografia notturna, un monitoraggio del respiro e di altri parametri per tutta la notte eseguito da personale specificatamente formato sia a domicilio che durante un ricovero breve. Ove sia difficile effettuare un esame complesso come questo, viene eseguito il monitoraggio notturno della saturazione periferica di ossigeno, esame di semplice esecuzione che può fornire comunque qualche dato indiretto sulle apnee e che talvolta viene anche effettuato come screening. E' pertanto importante, nella presa in carico del bambino con disturbi del sonno, poter affrontare con competenza e professionalità un inquadramento clinico il più preciso possibile. In tal modo la qualità di vita complessiva del bambino ne potrà giovare in modo rilevante.