Teatro Romano, i Momix replicano per altre 6 serate

Lo spettacolo è preceduto, tutte le sere, da un omaggio a Shakespeare: un acrobatico e toccante pas de deux dove Rebecca Rasmussen e Steven Ezra vestono i panni di Giulietta e Romeo

Teatro Romano, i Momix replicano per altre 6 serate
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Lo spettacolo è preceduto, tutte le sere, da un omaggio a Shakespeare: un acrobatico e toccante pas de deux dove Rebecca Rasmussen e Steven Ezra vestono i panni di Giulietta e Romeo

La favola e la bellezza dei Momix non ha fine. E dopo una settimana di rappresentazioni (quella di mercoledì 27 annullata per il fortissimo temporale abbattutosi su Verona) che hanno entusiasmato il numeroso pubblico e dopo la serata di riposo di domenica 31, proseguono da oggi lunedì 1 a sabato 6 agosto al Teatro Romano le repliche di Opus Cactus, capolavoro di Moses Pendleton che i Momix ripropongono nella nostra città a distanza di quindici anni dalla prima europea che ebbe luogo proprio a Verona nel 2001.

Lo spettacolo è preceduto, tutte le sere, da un omaggio a Shakespeare: un acrobatico e toccante pas de deux dove Rebecca Rasmussen e Steven Ezra vestono i panni di Giulietta e Romeo. Poi “esplode” il deserto, scandito da ritmi tribali, da rituali col fuoco, da danze iniziatiche, dalle piante che vi crescono e dagli animali che lo popolano.

Moses Pendleton, grazie ai costumi di Phoebe Katzin, trasforma di volta in volta i suoi strepitosi ballerini in strani rettili striscianti, in variopinte specie di flora e fauna, in imponenti cactus e minacciosi uccelli-totem che si innalzano fendendo albe poetiche e inquietanti tramonti di fuoco, svelando i pericoli, ma al contempo la straordinaria sensualità, mista a humour e bellezza, di un mondo celato dietro la propria vastità.

Sul palco, gli effetti di luce creati da Joshua Starbuck, Woody Dick III e dallo stesso direttore artistico Pendleton, mostrano un deserto ora nell’accecante luce del giorno, ora nel blu della notte. I dieci ginnasti-ballerini, cinque uomini e cinque donne, sembrano sfidare le leggi della gravità: volano, saltano, rimbalzano, si librano su alti pali, assumono sembianze di fiori-ventagli, roteano intorno e insieme a una struttura metallica che sembra disarticolarsi per poi ricomporsi.

L’accompagnamento musicale spazia da Bach a Brian Eno (The drop), dai Dead can Dance (The serpent’s egg) a Peter Buffet (Spirit Dance), da danze tribali degli indiani d’America a brani di altre culture "desertiche" come quella degli aborigeni australiani.

 

Info: tel. 045/8066485-8066488. Nelle serate di spettacolo vendita dei biglietti dalle ore 20.00 al Teatro Romano. Apertura dei cancelli alle ore 20.15.

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