Tredici agricoltori della zona tra Verona e Bussolengo hanno presentato un esposto al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche, chiedendo un risarcimento civile per danni subiti a causa del nuovo impianto di irrigazione a pressione introdotto dal Consorzio di Bonifica Veronese. Secondo gli imprenditori, il sistema avrebbe impoverito la falda acquifera e compromesso il patrimonio idrogeologico di circa 950 ettari di terreni agricoli.
Colture a rischio e danni stimati
Gli agricoltori denunciano che le colture sono in sofferenza e stimano che per riportare i terreni al livello produttivo precedente sarebbero necessari investimenti medi di circa 12.000 euro per ettaro. Daniele Faccio, uno dei promotori dell’esposto, ha spiegato alla Tgr Veneto:
“Avremo un danno a livello dei nostri terreni. Non potremo più coltivare come prima, per adattarci a fare le stesse colture avremo bisogno di investimenti significativi”.

La posizione del Consorzio di Bonifica
Il Consorzio di Bonifica Veronese ha replicato sottolineando che il sistema di irrigazione a pressione, pensato per rispondere a direttive europee, consente di risparmiare fino al 50% della risorsa idrica senza provocare danni al suolo.
“Non c’è nulla che viene impoverito”, affermano dal consorzio, precisando che l’impianto è stato progettato per garantire maggiore efficienza nella gestione dell’acqua.
Contaminazione e indagini in corso
A complicare la situazione, sulle stesse aree pende anche un esposto in procura per danno ambientale, legato a una contaminazione da idrocarburi confermata dalle analisi di Arpav. La vicenda si colloca quindi all’incrocio tra conflitto civile per i danni subiti dagli agricoltori e indagini ambientali, con la prospettiva di ulteriori sviluppi giudiziari.