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Adolescenti e post pandemia, a Verona aperto un nuovo spazio per famiglie in difficoltà

Uno spazio in cui prevenire i disagi sul nascere, un luogo di ascolto per genitori che hanno dubbi, domande o timori legati ai comportamenti dei figli in questa delicata fase della crescita che la pandemia ha reso ancora più fragile.

Adolescenti e post pandemia, a Verona aperto un nuovo spazio per famiglie in difficoltà
Attualità Verona Città, 29 Aprile 2022 ore 12:35

Adolescenti e post pandemia, da oggi c’è uno servizio dedicato a loro e alle famiglie.

Adolescenti e post pandemia

Uno spazio in cui prevenire i disagi sul nascere, un luogo di ascolto per genitori che hanno dubbi, domande o timori legati ai comportamenti dei figli in questa delicata fase della crescita che la pandemia ha reso ancora più fragile.

Si chiama Spazio Famiglie & Rete Adolescenti il nuovo centro inaugurato in via del Carroccio a San Zeno, un punto di ascolto, orientamento e consulenza che l’Amministrazione ha voluto creare per dare un ulteriore sostegno alle famiglie con ragazzi in età adolescenziale.

Un progetto di cui il Comune è capofila e che vede la collaborazione di quattro partner del privato sociale, le cooperative, Don Calabria, Albero, Codess, Energie Sociali e che si avvale del contributo della Fondazione Cariverona, unite dall’obiettivo di offrire un supporto in grado di rafforzare le capacità genitoriali e superare sul nascere problemi e disagi che, se trascurati, potrebbero sfociare in fenomeni più gravi.

All’interno del centro sono presenti quattro operatori, educatori che con la loro esperienza forniranno agli utenti il supporto richiesto. Il servizio vuole intercettare e raggiungere quelle famiglie che non sono seguite dai Servizi sociali e che non vogliono entrare in contatto con servizi istituzionalizzati perché sentono l’esigenza di esprimere questo loro malessere in un luogo neutro, dove trovare un primo supporto ed orientamento.

Le azoni in campo

Il progetto è l’ultimo in ordine temporale tra le azioni che il Comune ha messo in campo durante la pandemia a favore dei minori e in particolare degli adolescenti. La prima, di tipo educativo, è stata realizzata attraverso il sistema educativo in parte proprio del Comune e gestito da Cooperative, in parte proprio del privato-sociale che ha messo a disposizione dei bambini e adolescenti della città risorse di tempo e professionali preziose. La seconda azione è di tipo economico, molte famiglie hanno infatti presentato difficoltà a far fronte a bisogni primari della loro vita. Quindi sono stati messi in campo diversi interventi che hanno supportato 694 famiglie seguite con aiuti economici; 624 esoneri retta refezione scolastica, a cui si aggiungono i buoni spesa. Infine, l’azione a favore della didattica per bambini e preadolescenti che stavano vivendo con difficoltà la DAD. Sono state messe a disposizione ore di educativa a distanza per i ragazzi più fragili molti dei quali non seguiti e conosciuti dal Servizio Sociale, un centinaio di ragazzi delle scuole medie.

Al simbolico taglio del nastro ha partecipato il sindaco Federico Sboarina insiene all’assessore ai Servizi sociali Maria Daniela Maellare. Presenti il consigliere delegato alla Famiglia Anna Leso, il consigliere comunale Andrea Bacciga, il responsabile area Minori del Comune Damiano Mattiolo, l’abate di San Zeno Gianni Ballarini e i rappresentanti delle Cooperative.

“La famiglia è una priorità assoluta per l’Amministrazione- ha detto il sindaco -. Con questa iniziativa cerchiamo di dare risposte ai nuovi problemi generati dalla pandemia, l’emergenza sanitaria ha lasciato profonde ferite sui nostri ragazzi, noi cerchiamo di curarle fornendo un aiuto prezioso ai genitori alle prese con le difficoltà di questa particolare fascia di età. L’apertura di oggi chiude un cerchio e ne apre un altro, stiamo infatti per partire con altri nuovi progetti che metteranno in rete diverse realtà del territorio e che soprattutto potenzieranno servizi già esistenti e con un grande potenziale da sfruttare per intervenire concretamente nelle situazioni di bisogno”.

“Essere una comunità educante è complesso, ma è una sfida che passa dalla capacità di unire le forze, di saper ascoltare e decodificare i segnali di disagio che i nostri ragazzi manifestano in diversi modi e di supportare i genitori che spesso si sentono impotenti di fronte ad alcune manifestazioni dei loro figli che li spaventano e disorientano – ha aggiunto l’assessore Maellare-. In questo spazio tanti genitori e ragazzi troveranno le risposte che cercano”.

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