Coraggio e amore

Andrea Cisternino, bloccato con più di 400 animali a Kiev, ha ricevuto i primi aiuti partiti da Verona

Andrea, i suoi animali e i collaboratori erano rimasti senza acqua, elettricità e cibo da giorni.

Andrea Cisternino, bloccato con più di 400 animali a Kiev, ha ricevuto i primi aiuti partiti da Verona
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Andrea Cisternino ha deciso di rimanere in Ucraina, dove vive, per restare vicino ai suoi animali, nonostante l'avanzare delle truppe russe. In questi giorni sono arrivati cibo e acqua inviati da Verona.

Andrea Cisternino, bloccato con più di 400 animali a Kiev

Andrea Cisternino ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita in Ucraina a salvare animali abbandonati e maltrattati. Quando è scoppiata la guerra, Cisternino ha scelto di non abbandonare i 400 animali (soprattutto cani e gatti) che custodisce nel suo santuario rifugio a 45 chilometri da Kiev, a rischio della sua stessa vita. Andrea, i suoi animali e i collaboratori erano rimasti senza acqua, elettricità e cibo da giorni.

Dopo il suo appello disperato, associazioni e istituzioni si sono mobilitate per riuscire a salvare lui e gli animali  che aiuta. Dall'hub Enpa di Verona il 23 marzo 2022 erano partiti i primi scatoloni per aiutarlo.

Cibo e acqua arrivati a destinazione

Sono serviti 9 giorni di viaggio, 216 ore per arrivare a Kiev. Ma finalmente il tir con gli aiuti raccolti a Verona per gli animali di Andrea Cisternino è arrivato a destinazione. Una buona notizia che si fa spazio tra i fatti drammatici delle ultime ore.

Un tragitto tortuoso per il camion partito dalla Bassona lo scorso 23 marzo. L'arrivo al confine era stato abbastanza agevole, ma ci sono voluti molti giorni per poter giungere alle porte di Kiev. Il Rifugio Italia Kj2 di Cisternino, infatti, si trova in una zona già conquistata dai russi. E, nonostante l’intervento della Farnesina, dell’ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazo e del Governo Ucraino, sono stati necessari vari tentativi per arrivare a meta. Ad aiutare il convoglio, il cronista Claudio Locatelli che, sabato 2 aprile, ha dato, sui suoi canali social, la notizia che tutti i volontari scaligeri aspettavano. Testimoniando con un video l’arrivo degli aiuti, 178 quintali di cibo per i 435 animali del Rifugio, 20 quintali di acqua e pasti per tutti i volontari che, assieme all’italiano Andrea Cisternino, sono rimasti a presidio del ‘canile’.

Con la campagna ‘Dona una ciotola all’Ucraina’, lo scorso 15 marzo era partita la colletta supportata dalle associazioni animaliste del territorio scaligero (ENPA, LAV, Lega del Cane di Verona, Animalisti Verona, Freccia45, Tribù Animale, La Voce dei Conigli). Una raccolta durata pochi giorni, grazie alla generosità dei veronesi. Enpa, che gestisce il Rifugio comunale del cane e del gatto della Bassona, una volta raggiunto il carico necessario per riempire un tir, ha sospeso la raccolta e sovvenzionato ed organizzato il trasporto, facendosi carico di tutta la logistica. Un’operazione complessa, andata a buon fine.

Verona, ancora una volta, ha dimostrato di essere in prima linea per la difesa e la tutela degli animali.

"Vedere il video di Claudio Locatelli che, assieme ad Andrea Cisternino, ringrazia il Comune di Verona ed i cittadini veronesi per il loro aiuto mi ha profondamente commosso – spiega la consigliera comunale delegata alla Tutela degli Animali Laura Bocchi -. Ancora una volta dei piccoli gesti ed un interessamento locale hanno portato a grandi risultati. Quando il sindaco mi ha assegnato questo mandato, mi aveva chiesto di avere un’attenzione che prima nessuno aveva avuto. È bastato interessarsi, tessere relazioni, intervenire in prima persona, prendersi a cuore i diversi casi affinché Verona facesse un salto di qualità sorprendente. Devo dire che buona parte del merito dei nostri successi, compreso il caso Cisternino, va alla collaborazione con le associazioni protezionistiche del territorio, ognuna con la propria specificità è fondamentale, e tutte assieme hanno creato una rete di cooperazione senza eguali”.

Poche le parole di Cisternino, mentre si faceva scattare alcune foto con i pacchi con sopra lo stemma del Comune di Verona:

“Ho salvato questi animali da macelli e da situazioni estreme, non si salvano gli animali per poi lasciarli morire. Non me ne sarei mai andato, e mai me ne andrò da qui".

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