Obiettivo ambizioso

Bardolino si candida a Capitale Italiana della Cultura 2029

L'amministrazione comunale presenta alla cittadinanza il progetto di valorizzazione territoriale per il bacino del Garda

Bardolino si candida a Capitale Italiana della Cultura 2029

Lunedì 9 febbraio 2026, nella Sala Matrimoni del Municipio di Bardolino, si è tenuto l’incontro pubblico per illustrare il piano che punta a ottenere il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029.

L’iniziativa coinvolge l’intero territorio gardesano con l’obiettivo di definire una visione condivisa tra istituzioni e residenti. Il primo cittadino, Daniele Bertasi, ha specificato che la candidatura funge da strumento per valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico in modo sostenibile, rafforzando l’identità locale.

Obiettivi e visione del progetto culturale

L’incontro è stato aperto da una giovane Alfiere della Repubblica, Maddalena Albiero, con la lettura di una composizione poetica di Gianni Bussinelli. Durante la serata, la giunta ha ribadito che il riconoscimento ministeriale non mira esclusivamente all’incremento del flusso turistico, ma allo sviluppo di benefici concreti per chi abita la zona. Secondo il capo della giunta, investire in questo settore permette di migliorare la qualità della vita e il senso di appartenenza della comunità, trasformando il comune in un laboratorio attivo tutto l’anno.

Il percorso si inserisce in una serie di operazioni già avviate dall’ente pubblico. Tra queste figurano la riqualificazione del Parco di Villa Carrara Bottagisio, la gestione della Sala Preonda come museo della memoria e il progetto del Parco archeologico e naturalistico della Rocca, quest’ultimo condotto in sinergia con il Comune di Garda. Alla serata ha partecipato anche la nota soprano Katia Ricciarelli, madrina dell’omonima Accademia, che ha sottolineato l’importanza simbolica dell’iniziativa per il sistema culturale unitario del lago.

Partecipazione della comunità e tavoli di lavoro

La fase operativa, illustrata dalla responsabile del progetto, l’architetto Daniela Cavallo, prevede il coinvolgimento diretto di associazioni, scuole e imprese locali.

“La candidatura si fonda sulla partecipazione attiva”

Ha dichiarato la tecnica incaricata, annunciando l’istituzione di tavoli di lavoro e laboratori tematici nei prossimi mesi. L’approccio mira a raccogliere proposte dal basso per costruire un dossier condiviso, ribadendo che la cultura è un bene comune la cui efficacia dipende dalla partecipazione collettiva di chi vive quotidianamente il territorio.