Arte olimpica

“Beyond Barrier”, a Verona l’opera che celebra Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026

Inaugurata in piazza Bra la scultura realizzata con marmi provenienti dai cinque continenti, simbolo di inclusione, pace e cooperazione

“Beyond Barrier”, a Verona l’opera che celebra Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026

È stata inaugurata questa mattina 6 febbraio 2026, in piazza Bra “Beyond Barrier”, la scultura che celebra i valori universali delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

Un’opera che rilegge in chiave contemporanea i cinque cerchi olimpici e che unisce arte, sport e identità territoriale nel cuore della città, con l’Arena di Verona sullo sfondo.

Realizzata con marmi provenienti dai cinque continenti, la scultura diventa un ponte simbolico tra passato e futuro, tra patrimonio storico e linguaggio dell’arte contemporanea, rafforzando il legame tra Verona e uno degli eventi sportivi più importanti al mondo.

Il progetto e il legame con il territorio

“Abbiamo l’onore di ospitare le cerimonie olimpiche e paralimpiche, che rappresentano un momento di partecipazione universale”

Ha spiegato il sindaco Damiano Tommasi. Da qui l’idea di creare un simbolo capace di rendere duraturo ciò che per natura è temporaneo, ispirandosi alla pietra e al marmo, materiali che raccontano da secoli la storia della città.

L’opera nasce anche come omaggio alla vocazione produttiva di Verona, prima città al mondo per la più importante fiera internazionale del marmo e della pietra naturale, Marmomac. Un progetto unico nella storia dei Giochi, perché ciascun cerchio olimpico non solo riproduce i colori ufficiali, ma è realizzato con marmo proveniente da un continente diverso, rafforzando il messaggio di cooperazione globale.

La collocazione in piazza Bra è stata pensata anche come punto simbolico e visivo: uno spazio accessibile a tutti, dove cittadini e visitatori possono immortalare i cinque cerchi con l’Arena alle spalle.

Arte, simbolismo e spirito olimpico

“Beyond Barrier” è firmata dallo scultore veronese Federico Ferrarini, noto per la sua lavorazione del marmo e per l’attenzione ai temi sociali.

“Questo progetto dimostra come il valore della squadra, principio fondante dello spirito olimpico, possa trasformare un’idea complessa in qualcosa di duraturo”

Ha spiegato l’artista.

La base e la struttura centrale sono realizzate in Marmo Rosso Verona, mentre il basamento è sormontato da due ali in Pietra di Prun, materiale utilizzato anche per la costruzione dell’Arena. Le ali asimmetriche rappresentano una dualità simbolica: una più piccola, che richiama sostegno, accoglienza e solidarietà, e una protesa verso l’alto, simbolo di ambizione, crescita e superamento dei limiti.

Sopra le ali si stagliano i cinque cerchi olimpici, realizzati con varietà di marmo provenienti dai diversi continenti: Indian Green, Nero Zimbabwe, Azul Macauba dal Brasile, Rosso Pilbara dall’Australia e Giallo Reale dall’Italia.

Un significato condiviso anche dal presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, che ha ricordato come l’opera richiami una tradizione millenaria della lavorazione della pietra naturale, oggi rappresentata nel mondo da Marmomac, giunta alla sua 60ª edizione.

Definita una vera legacy olimpica, la scultura legherà in modo permanente Verona ai valori dei Giochi.

“Rappresenta ciò che le Olimpiadi sanno lasciare ai territori: un segno capace di unire popoli e continenti e di richiamare il valore della pace”

Ha sottolineato Jacopo Mazzetti di Fondazione Milano Cortina 2026.

A sottolineare il significato inclusivo dell’opera anche l’intervento dell’atleta paralimpico plurimedagliato Carlo Piccoli, che ha ricordato come le Paralimpiadi mettano al centro talento, determinazione e umanità, andando oltre ogni limite.