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Villafranca di Verona

Bigon (PD): "Al Magalini mancano ancora i primari di Ortopedia e Cardiologia"

Dalla Giunta ancora nessuna risposta sulle dotazioni di personale dell’ospedale di Villafranca e il rispetto di quanto messo nero su bianco nelle schede di quasi tre anni fa.

Bigon (PD): "Al Magalini mancano ancora i primari di Ortopedia e Cardiologia"
Attualità Villafranca, 26 Ottobre 2021 ore 16:18

Mancano ancora i primari di Cardiologia e Ortopedia al Magalini di Villafranca e non si sa quando saranno fatti i rispettivi concorsi.

Al Magalini mancano ancora i primari di Ortopedia e Cardiologia

La consigliera del Partito Democratico Anna Maria Bigon interviene sulla risposta fornita dall’assessore De Berti, per conto dell’assessore Lanzarin, all’interrogazione, presentata a inizio maggio, sul ritorno alla normalità del nosocomio villafrachese, a lungo convertito in struttura Covid.

“Dalla Giunta ancora nessuna risposta sulle dotazioni di personale dell’ospedale di Villafranca e il rispetto di quanto messo nero su bianco nelle schede di quasi tre anni fa. Ad oggi mancano ancora i primari di Cardiologia e Ortopedia e non sappiamo quando saranno fatti i rispettivi concorsi, quello di Ortopedia oltretutto risulta scaduto da tempo. Dobbiamo mettere il Magalini in condizione di lavorare a pieno regime, ha un bacino di oltre 70mila utenti, è classificato come ospedale spoke-presidio di rete di primo livello’ e tale deve rimanere”.

Bigon ha poi aggiunto:

“Non possiamo dichiararci soddisfatti: sapevamo già della riapertura del Punto nascite e del Pronto soccorso, visto il ritardo con cui è arrivata la risposta della Giunta, ma non abbiamo avuto alcuna certezza sulle tempistiche per il ‘ritorno alla normalità’ di tutti i reparti e servizi, così da rispettare quanto previsto dal Piano socio sanitario regionale 2019-2023 e come chiesto da due mozioni approvate dal Consiglio comunale di Villafranca. Manca personale e deve essere integrato, anche perché, con la chiusura legata alla trasformazione in Covid Hospital, molti medici specialisti, impossibilitati a svolgere le loro mansioni, se ne sono andati in altre strutture”.