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La polemica

Bufera sui bimbi "militari" con lo zaino dell'esercito

Un'azienda ha messo in vendita una linea di zainetti con i loghi militari. E la cosa non è piaciuta a molti...

Bufera sui bimbi "militari" con lo zaino dell'esercito
Verona Aggiornamento:

Iniziata la scuola, dopo le polemiche per il caro libri e l'aumento dei costi per i trasporti pubblici, ora è il turno degli zaini. Zaini un po' particolari, quelli finiti nell'occhio del ciclone, poiché, per scelta dell'azienda che li vende, riportatano stemmi della Folgore e degli Alpini. Una decisione di marketing, questa, che però non è piaciuta a molti. Tra questi di certo i membri dell'osservatorio contro la militarizzazione delle scuole che hanno da subito manifestato un forte dissenso. Anche a Verona.

La polemica degli zainetti militari

Ieri se ne è parlato, anche in sedi istituzionali, ma di certo la "partita" non è finita qui. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa sia successo. Una nota azienda milanese che vende zainetti per la scuola ha messo sugli scaffali dei vari punti vendita sparsi un po' ovunque lungo lo Stivale, una linea di prodotti che riproducono loghi e colori di alcuni corpi militari e il marchio dell'Esercito italiano.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole

In seguito alla campagna mediatica di protesta promossa in tutta Italia dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, prime a raccogliere il testimone sul territorio insieme agli e alle attivisti veronesi dell’Osservatorio, un variegato gruppo di associazioni i cui rappresentanti erano presenti in sala insieme alla consigliera comunale Paola Poli (Damiano Tommasi sindaco) e collegati da remoto, Giuseppe Saraceno (Cobas Scuola Pisa) e la consigliera comunale Jessica Cugini (Sinistra in Comune).

"Noi crediamo che la scuola dovrebbe insegnare l’educazione alla pace e alla solidarietà, che debba formare per una società diversa. Ecco perché è necessario che si manifesti il dissenso contro la scelta dell’azienda Giochi Preziosi di commercializzare questi zaini che abbiamo visto esposti in bella mostra in vetrina anche nel negozio di Verona e che veicolano evidentemente messaggi totalmente contrari. Così Miria Pericolosi (Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Verona)".

"È nostro dovere, – ha continuato – manifestare il dissenso contro questo tipo di messaggi ed è per questo che invito genitori e genitrici a documentarsi su questi temi, anche attraverso il lavoro svolto dall’Osservatorio. Possiamo lavorare insieme, anche con i sindacati confederali che invito contestualmente per formare una grande rete. Ci tengo infine a manifestare il mio rammarico per i continui cambiamenti di sede che ha subito la manifestazione di domani su disposizione della Digos, la quale ha ritenuto opportuno farci spostare in Piazza Bra. Una scelta discutibile a nostro parere, proprio perché a differenza della sede precedente, che era piazzetta Melone, questa risulta alquanto dispersiva per una manifestazione come la nostra".

A Verona si è comunque passati dalle parole ai fatti. Ieri, mercoledì 13 settembre 2023 è stato organizzato un sit-in di protesta, come riporta ilfattoquotidiano.it, davanti a uno dei punti vendita che hanno esposto il prodotto finito sotto la lente.

Giuseppe Saraceno (Cobas Scuola Pisa):

"L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è di tutti e vuole essere un luogo di sensibilizzazione verso il legame sempre più stretto tra scuola ed istituzioni militari. Un legame suggellato da accordi tra Ministero della Difesa e Ministero dell’Istruzione, da PCTO e iniziative di varia natura, durante le quali personale in divisa si sostituisce al corpo docente per parlare ad esempio di bullismo, violenza sulle donne, dipendenze dalle droghe ed altre tematiche che potrebbero e dovrebbero essere trattate dai docenti o da esperti civili. Come se ne esce? Noi come Osservatorio proponiamo un Vademecum operativo per le scuole, un documento per approfondire il tema e discuterne insieme tra docenti, studenti e studentesse e genitori".

Paola Poli – Consigliera comunale:

"Fondamentale educare cittadine e cittadini al rispetto a alla responsabilità, questo lo si può fare unendosi insieme, impegnandosi a fare rete tra istituzioni e società civile".

Jessica Cugini – Consigliera comunale

"Credo che la manifestazione di domani sia importante ma su questi temi bisogna impegnarsi a lunga scadenza con progetti adeguati. Ritengo inoltre che la smilitarizzazione debba partire anche dal linguaggio e questo lo si può fare proprio a partire dalle scuole".

Commenti
Gianluca Simoncelli

Penso che ci siano problemi più gravi che stare a parlare di zainetti.Come se la società attuale sia avulsa da messaggi similari.Basta guardare le prime notizie dei TG.

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