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Casa di Giulietta a pagamento: vendite minime e criticità nella biglietteria online

A Verona pochi accessi prenotati per Pasqua e Pasquetta dopo l’introduzione del ticket nel cortile

Casa di Giulietta a pagamento: vendite minime e criticità nella biglietteria online

A due settimane da Pasqua e Pasquetta emergono criticità nella gestione degli accessi alla Casa di Giulietta, a Verona. Dal primo aprile è previsto il pagamento per entrare nel cortile del celebre sito turistico, ma i dati sulle prenotazioni registrano numeri contenuti.

Casa di Giulietta a pagamento: vendite minime e criticità nella biglietteria online

Secondo i dati aggiornati alle ore 16 del 18 marzo 2026, diffusi da Ippogrifo, per la giornata di Pasqua risultano venduti 25 biglietti nella fascia oraria tra le 9 e le 19. Per Pasquetta il numero scende a 9 ingressi prenotati.

Una delle principali criticità riguarda il sistema di biglietteria online. Attualmente risultano attivi due portali distinti: quello del Comune di Verona e quello del gestore privato incaricato della vendita.

 

Il sito istituzionale non consente l’acquisto diretto del biglietto per il cortile, mentre la piattaforma del gestore è accessibile solo tramite link diretto. Una configurazione che rende complesso il percorso per l’utente e può incidere sulle vendite.

Precedenti nella gestione digitale dei musei

Le difficoltà non rappresentano un caso isolato. Negli anni passati erano già emerse problematiche nella gestione online, sottolinea Ippogrifo, di altri siti culturali cittadini, come il Museo Lapidario.

Fino al 2022 il museo non risultava integrato nel sistema di vendita online. Successivamente, con le modifiche introdotte dall’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi, il processo di acquisto è stato riorganizzato ma presenta ancora passaggi articolati.

Per acquistare un biglietto del Museo Lapidario, l’utente deve seguire una sequenza di pagine che parte da contenuti relativi a Castelvecchio, prosegue con riferimenti alla tomba di Giulietta e si conclude su una piattaforma esterna.

Solo nell’ultima fase è possibile completare l’acquisto, con l’avvertenza che eventuali errori non prevedono rimborso. Una procedura che può generare incertezza su quale servizio si stia effettivamente acquistando.