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Le precisazioni del rettore

Ematologo Bellavite: “Chi ha paura dei vaccini ha ragione”, l’università di Verona si dissocia

E' stato presentato erroneamente come ematologo dell’Università di Verona, il professore è in pensione dal 2017 e non risulta avere alcuna collaborazione attiva con i gruppi di ricerca dell'università, tantomeno in ambito Covid-19.

Ematologo Bellavite: “Chi ha paura dei vaccini ha ragione”, l’università di Verona si dissocia
Attualità Verona Città, 10 Maggio 2021 ore 17:40

L’ematologo Paolo Bellavite, ex professore dell’università di Verona ha sostenuto che le persone che hanno paura del vaccino hanno ragione. L’università di Verona si dissocia da quanto detto.

Ematologo Bellavite: “Chi ha paura dei vaccini ha ragione”

L’ematologo Paolo Bellavite, ex professore dell’università di Verona è stato ospite della trasmissione di La7 “Di Martedì” nella giornata di martedì 4 maggio 2021. Il conduttore Giovanni Floris ha chiesto all’ematologo se le persone hanno ragione ad avere paura dei vaccini e lui ha spiegato:

La paura c’è e credo che abbiano ragione nel senso che il punto fondamentale è che non abbiamo molte certezze di quella che è la vera relazione di un beneficio evidente di avere una certa protezione e il rischio. Il discorso beneficio rischio viene affrontato a mio parere in modo superficiale. Dal punto di vista dei rischi dobbiamo sapere che siamo in una sperimentazione di Fase 2 e 3 che finiranno nel 2022. La sperimentazione di fase 4 è in piena attività, però viene fatta anche male, i dati che ci vengono riferiti per quanto riguarda l’incidenza degli effetti avversi non sono del tutto affidabili perché sono basati sulla ‘sorveglianza passiva’. Viene cioè segnalato un caso di reazioni avverse se viene preso in mano da qualcuno che si occupa di segnalarlo, è un modo inefficace”.

Alla domanda se consiglierebbe a un 80enne o a un 40enne di vaccinarsi, Bellavite ha risposto:

A un 80enne sì, sono persone a rischio, è vero che il rischio è più grande per l’aspetto vaccinale, i casi più gravi di reazioni segnalate dopo il vaccino sono sulle persone anziane, per i 40enni invece dipende molto dal mestiere che fanno e se sono portatori di altre patologie, è importante che si possa avere una valutazione libera”.

L'università di Verona si dissocia

Il rettore dell'università di Verona, Pier Francesco Nocini, attraverso una nota stampa ha spiegato:

"La comunità scientifica dell’Università di Verona, come sempre basandosi sulle evidenze scientifiche, esprime la più convinta adesione all’attuale campagna vaccinale anti SARS-CoV-2. Il rapporto beneficio/rischio di tutti i vaccini disponibili è ampiamente documentato, sia dalle sperimentazioni pre-commercializzazione che dalle evidenze che si stanno accumulando a seguito della vaccinazione di milioni di persone in tutto il mondo. Come tutti i farmaci, anche i vaccini possono provocare reazioni avverse, tuttavia l’incidenza di quelle gravi è molto rara. L’AIFA e l’EMA hanno approntato e stanno già attuando specifici programmi di sorveglianza sugli effetti avversi dei vaccini anti-COVID-19. Programmi che vedono in prima fila l’Università di Verona, impegnata altresì nello sviluppo del vaccino italiano Reithera".

Nocini prosegue:

"L’Ateneo si dissocia totalmente, pertanto, dalle posizioni espresse dal prof. Paolo Bellavite, durante la trasmissione 'Di Martedì' sul canale televisivo LA7 del 4 maggio scorso, in cui sono stati tra l’altro citati dati non documentati. Autorevoli colleghi presenti nello studio hanno, fortunatamente, messo in luce le incongruenze e le inesattezze riportate durante l’intervista. Non si vuole certo limitare la libertà d’espressione, né tanto meno stigmatizzare le scelte giornalistiche su quali personalità del mondo scientifico invitare alle trasmissioni televisive. Ma poiché quanto affermato a titolo personale dal prof. Bellavite è stato ripreso da alcuni organi di stampa, e lo stesso è stato presentato erroneamente come ematologo dell’Università di Verona, corre l’obbligo di precisare che il professore in questione è stato già docente di Patologia Generale presso il nostro Ateneo, ma da tempo (2017) è in pensione e non risulta avere alcuna collaborazione attiva con nostri gruppi di ricerca, tantomeno in ambito COVID-19".

Opinioni personali

Il rettore ha poi puntualizzato:

"Le sue opinioni sono opinioni personali, come quelle che qualsiasi cittadino può esprimere, e non rappresentano quindi a nessun titolo la posizione della comunità scientifica dell’Università degli Studi di Verona. Tutte le strutture sanitarie dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona sono fermamente convinte della necessità della vaccinazione anti-SARS-CoV-2 come unico mezzo per porre fine all’emergenza epidemiologica. Di conseguenza, hanno messo a disposizione personale medico e infermieristico e ambulatori per vaccinare, negli ultimi due mesi, migliaia di pazienti fragili, oltre che partecipare alla campagna vaccinale rivolta alla cittadinanza veronese. Invito pertanto tutti a dare il giusto peso alle opinioni dei docenti in base alle loro specifiche competenze. Considerando con particolare attenzione le opinioni dei docenti che si spendono ogni giorno, rischiando anche la propria salute, nelle corsie, nei reparti, nelle sale operatorie, negli ambulatori, nelle rianimazioni, e toccano con mano, assieme ai pazienti e alle loro famiglie, l’evoluzione di questa pandemia".