Sequestrate 7 tonnellate di prodotto

Il Re del tortellino Giovanni Rana "scivola" sul pesto genovese made in... Chicago

Il basilico genovese vola negli States, diventa pesto, viene messo nei barattoli e poi torna in Italia per finire sugli scaffali dei negozi francesi e spagnoli...

Il Re del tortellino Giovanni Rana "scivola" sul pesto genovese made in... Chicago
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Su Giovanni Rana c'è tantissimo da dire. Il suo percorso lavorativo, ad ogni modo, è ben noto. Nato a Cologna Veneta nel 1937, ha lasciato gli studi a 11 anni e ha iniziato a lavorare come garzone a San Giovanni Lupatoto, ne panificio dei fratelli. Veronese doc, insomma, garantito, certificato. Poi da quel momento la sua lungimiranza l'ha portato a fare passi da gigante. A 24 anni ha creato un laboratorio per la creazione dei tortellini. Quei tortellini, lo sappiamo, che hanno fatto di lui un vero e proprio leader nel settore. E ha portato San Giovanni Lupatoto sotto i riflettori mondiali, dato che ancora oggi è il quartier generale dell'azienda. Azienda che proprio nelle scorse ore, è finita un po' in una sorta di bufera.

Il Re del tortellino Giovanni Rana "scivola" sul pesto genovese made in... Chicago

"Galeotto fu", non il libro di Dantesca memoria, ma il pesto alla genovese. Sì, perché proprio un lotto di 7 tonnellate di pesto è stato posto sotto sequestro dagli ispettori di frontiera del Ministero della Salute. Uno scivolone del Re del tortellino Giovanni Rana, insomma, per motivi che, come riporta Open, riguarderebbero presunte irregolarità in merito alla legge europea sugli alimenti.

Già, perché quei pesti alla genovese sono made in... Chicago. Andiamo ad analizzare cosa è successo. Partiamo dall'inizio. Il carico di vasetti si trova in stallo a Genova. Ma nonostante si tratti di pesto alla genovese è stato realizzato dagli stabilimenti Rana Meal Solution, l'azienda fondata dal Pastificio Rana nel 2021 negli States. Made in Usa, dunque, Batlett Ilinois, e non made in Italy.

L'azienda ha presentato ricorso al Tar

I legali dell'azienda veronese hanno immediatamente "impugnato" il provvedimento, chiedendo lo sblocco del sequestro, presentando ricorso al Tar della Liguria. Dall'altra parte, però, la situazione è molto chiara: per il prodotto, si legge da Open, si decreta la "non ammissione nel territorio comunitario del pesto-salsa al basilico perché non conforme per controllo identità non soddisfacente ai sensi del regolamento della Comunità europea".

Una battaglia, dunque, che si giocherà sui tavoli (non a tavola) della giustizia. Sembra che la partita sia proprio sull'uso dell'indicazione geografica. Quel "genovese", insomma, è proprio indigesto agli ispettori del Ministero... D'altronde la Legge italiana si "batte" da sempre sul tema dell'utilizzo di denominazioni geografiche nei marchi commerciali.

Il prodotto era destinato alla Francia e alla Spagna

Ma dall'altra parte le intenzioni sono state ben spiegate: il carico di quasi 800 bidoni di prodotto era diretto allo stabilimento di San Giovanni Lupatoto (proveniente dagli States) e destinato al cliente finale Costco, in Francia e Spagna. Costco infatti commercializza tale prodotto con il marchio Kirkland e lo posiziona, poi, sugli scaffali dei tanti centri commerciali di mezzo mondo (tranne l'Italia) con il nome di Basil Pesto.

Ora servirà del tempo per chiarire tutti i dubbi su quelle etichette della discordia, e nel frattempo le 7 tonnellate resteranno ferme all'Agenzia delle Dogane.

La nota dell’azienda Giovanni Rana (da Open)

"Attraverso la propria controllata americana Rana Meal Solution – produce pesto per il mercato americano utilizzando esclusivamente Basilico coltivato in Liguria con certificazione DOP ottenuta dal Consorzio di Tutela del Basilico Genovese DOP; L’azienda è il maggiore esportatore di basilico DOP a livello mondiale da circa 12 anni; L’etichetta del prodotto in questione, infatti, riporta la dicitura “100% Imported italian basil DOP” e il bollino di certificazione del Consorzio di Tutela del Basilico Genovese DOP; Pastificio Rana – certa della correttezza del proprio operato e del rispetto delle normative nazionali ed internazionali – ha mostrato la massima collaborazione e trasparenza e ripone la propria fiducia nell’operato degli organi giudiziari competenti".

Crediti fotografici del ritratto di Giovanni Rana: Carospock - Opera propria

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