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Sacro Cuore

L’ipertrofia prostatica a Negrar si cura anche con il vapore acqueo

L’IRCCS di Negrar è il primo ospedale del Veneto a utilizzare l’innovativa metodica che, a differenza della chirurgia o del laser, riduce il volume della prostata mantenendo intatte le funzioni sessuali.

L’ipertrofia prostatica a Negrar si cura anche con il vapore acqueo
Attualità Valpolicella, 28 Maggio 2021 ore 12:58

Non solo farmaci o chirurgia per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, ma anche l’alta temperatura prodotta dal vapore acqueo.

L’ipertrofia prostatica a Negrar si cura anche con il vapore acqueo

L’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar è il primo ospedale del Veneto ad utilizzare Rezum, la metodica innovativa che in modo mininvasivo dà ottimi risultati nella cura dell’aumento volumetrico della prostata di cui soffre il 50% degli uomini con oltre 60 anni, ma da cui non sono indenni nemmeno i più giovani.

L’Urologia, diretta dal professor Stefano Cavalleri, ha adottato da alcuni mesi questa metodica che attraverso uno strumento introdotto per vie naturali, e in anestesia locale, inietta nella prostata del vapore acqueo a 103 gradi. L’alta temperatura provoca un danno cellulare e, nel tempo, una riduzione del volume della prostata con conseguente miglioramento della difficoltà e della frequenza della minzione, senza conseguenze sulle funzioni sessuali.

Farmaci a lungo andare inefficaci

L’ipertrofia prostatica è molto diffusa: sono circa 300 i pazienti che all’anno si rivolgono per questo problema all’ospedale di Negrar. Viene spesso trattata con la somministrazione di farmaci (alfa-litici) che a lungo andare possono risultare inefficaci o creare effetti collaterali. Cavalleri ha spiegato:

Per questi pazienti Rezum è altamente indicato ma anche per coloro che non hanno intenzione di prolungare per molti anni la terapia medica e che desiderano evitare le complicanze di una terapia chirurgica, la cosiddetta TURP o l’enucleazione laser dell’adenoma prostatico”.

L'urologo ha sottolineato:

La chirurgia e il laser, infatti, riducono il volume della prostata con l’eliminazione del tessuto adenomatoso, creando così una sorta di cavità. Questa è all’origine spesso di retrospermia (lo sperma viene eiaculato nella vescica invece di fuoriuscire dall’uretra) o di disfunzione erettile. Disturbi che hanno ripercussioni non solo sul piano fisico, ma anche su quello psicologico del paziente. Il vapore acqueo ad alta temperatura, invece, non elimina il tessuto ma lo riporta alle dimensioni originarie, mantenendo così intatte le funzioni sessuali e riproduttive”.

L’intervento con Rezum è indicato per pazienti con una prostata ingrossata fino a 80-100 grammi, per dimensioni maggiori la valutazione viene fatta caso per caso dall’urologo.

“Essendo mini-invasiva, la procedura richiede l’anestesia locale o una blanda sedazione e il ricovero di una notte – prosegue il dottor Cavalleri -. Dopo le dimissioni, il paziente deve portare per alcuni giorni il catetere e proseguire per un mese con la terapia farmacologica. Già solo dopo due settimane si registrano dei miglioramenti ed eventuali disturbi post intervento, come la minzione dolorosa o il sangue nelle urine, quando si verificano vanno scemando in pochi giorni”.

Il processo di guarigione si completa in tre mesi circa con una riduzione del volume della prostata ed il miglioramento dei disturbi minzionali.