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Numerosi accessi

Pronto soccorso Verona, Bigon (PD): “Situazione emergenziale, quali sono le risposte della Regione?”

Ci sono troppi accessi ai Pronto soccorso e non riescono ad assorbire tutti i ricoveri.

Pronto soccorso Verona, Bigon (PD): “Situazione emergenziale, quali sono le risposte della Regione?”
Attualità Verona Città, 05 Ottobre 2021 ore 13:06

Ancora elevato il numero di accessi al Pronto Soccorso di Borgo Trento e Borgo Roma.

Pronto soccorso Verona, interrogazione del PD

Il Pronto Soccorso di Borgo Trento ha registrato delle giornate di crisi e, in mancanza di posti, i pazienti sono stati "parcheggiati" in corridoio in attesa che si liberi un posto in reparto. Anna Maria Bigon,  vicepresidente della commissione Sanità e consigliera PD ha presentato  un’interrogazione dove chiede:

La situazione emergenziale che si registra nei Pronto soccorso di Borgo Trento e Borgo Roma non è frutto del caso, ma di problemi che si trascinano da tempo e aggravati dalla pandemia. Pazienti, anche anziani, parcheggiati per giorni nei corridoi in attesa di un posto letto e senza il conforto di un familiare: non è questa l’eccellenza che ci viene raccontata e la responsabilità non è certo del personale sanitario. Cos’ha intenzione di fare la Regione?”.

Bigon ha proseguito:

Ci sono troppi accessi ai Pronto soccorso e non riescono ad assorbire tutti i ricoveri: senza i medici di famiglia a fare filtro, la provincia di Verona è al primo posto in Veneto per zone carenti, a cui si aggiunge la conversione di reparti all’assistenza di malati Covid; una situazione del genere c’era da aspettarsela. E con il prossimo pensionamento di molti professionisti, unito all’invecchiamento della popolazione che porta con sé l’incremento delle cronicità, il quadro è destinato a peggiorare. Per questo è indispensabile agire con la massima urgenza, sia con misure tampone che, soprattutto, con una più efficace programmazione ed organizzazione sanitaria territoriale. Anche in previsione dei progetti previsti dal Pnrr, come l’attivazione delle Case di comunità”.