Imprese in calo

Quasi 600 negozi in meno in dodici anni: il boom degli acquisti online minaccia il commercio a Verona

Il tessuto commerciale della città subisce un progressivo declino, con un calo delle attività nei centri storici

Quasi 600 negozi in meno in dodici anni: il boom degli acquisti online minaccia il commercio a Verona
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Negli ultimi anni, il tessuto commerciale delle città italiane ha subito una significativa trasformazione, con un progressivo calo delle attività nei centri urbani.

L'andamento delle imprese commerciali a Verona

Secondo i dati analizzati, il commercio al dettaglio nel comune di Verona ha registrato un calo costante delle attività.

Nel 2012, il numero complessivo di imprese nel settore era pari a 2.361, suddivise tra 713 attività classificate come CS (Commercio Specializzato) e 1.648 come NCS (Non Commercio Specializzato).

Nel 2019, il numero di attività CS è sceso a 635 (riduzione del 11%), mentre quelle NCS sono rimaste pressoché stabili a 1.486 (diminuzione del 9,8%), quindi in totale 2.121 (diminuzione del 10,2%)

Tuttavia, nel 2024 la situazione è ulteriormente peggiorata, con un'ulteriore riduzione a 565 (diminuzione del 20,8%) CS e un calo delle NCS a 1.209 (diminuzione del 18,9%): in totale 1.774 (diminuzione del 16,4%) .

In dodici anni 587 esercizi in meno.

Analizzando le sottocategorie, emerge una tendenza negativa nelle attività non specializzate. Nel 2012, gli esercizi non specializzati erano 113, ma sono diminuiti a 83 nel 2019 (diminuzione del 26,6%) e a soli 61 nel 2024 (diminuzione del 46%). Anche il commercio al dettaglio ambulante ha subito un forte calo, passando da 316 imprese NCS nel 2012 a 129 nel 2024 (diminuzione del 59,2%). Le farmacie, invece, sono tra le poche attività in crescita, con un aumento da 46 unità nel 2012 a 53 nel 2024 (aumento del 15,2%). Il settore della ristorazione ha visto variazioni meno drastiche, con bar e ristoranti che, sebbene in leggero calo, mostrano una certa stabilità. Nel 2012, le attività NCS nel settore erano 907, salite a 1.040 nel 2019 (aumento del 14,6%) e leggermente aumentate a 1.054 nel 2024 (aumento del 16,2%). Tuttavia, i bar in particolare hanno visto una riduzione, passando da 427 attività nel 2012 a 359 nel 2024 (diminuzione del 15,9%).

Imprese del comune di Verona
2012 2019 2024 (giugno)
CS (*) NCS (*) CS (*) NCS (*) CS (*) NCS (*)
n. imprese n. imprese n. imprese n. imprese n. imprese n. imprese
Commercio al dettaglio 713 11.48 635 9.06 565 4.29
- esercizi non specializzati 34 79 24 75 22 61
- prodotti alimentari, bevande 61 202 54 185 48 154
- tabacchi 40 96 35 106 33 105
- carburante per autotrazione 1 72 1 48 1 38
- app. informatiche e per le telecomunicazioni (ict) in esercizi specializzati 13 20 23 32 20 32
- altri prodotti per uso domestico in esercizi specializzati 79 162 66 129 63 112
- articoli culturali e ricreativi in esercizi specializzati 70 155 56 115 39 85
- altri prodotti in esercizi specializzati 353 434 302 382 271 331
- farmacie 17 46 16 50 16 53
- commercio al dettaglio ambulante 32 316 33 273 31 129
- commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati 13 66 25 91 21 109
Alberghi, bar, ristoranti 553 907 667 1.40 682 1.54
- servizi di alloggio 55 88 152 183 189 207
-- alberghi 31 37 33 41 35 32
-- altre forme di alloggio 24 51 119 142 154 175
- bar, ristoranti 498 819 515 857 493 847
-- ristoranti 233 392 291 465 305 488
-- bar 265 427 224 392 188 359
(*) CS = centro storico; NCS = non centro storico
Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne

Le cause della desertificazione commerciale

Secondo Confcommercio Veneto, le principali cause di questa crisi sono riconducibili a diversi fattori. La concorrenza della grande distribuzione organizzata e del commercio online ha progressivamente sottratto clienti ai negozi di prossimità. A questo si aggiunge l'aumento dei costi di gestione, tra affitti elevati e tasse comunali, che ha reso insostenibile l’attività per molti piccoli esercenti. Un altro elemento critico è la diminuzione della popolazione residente nei centri storici, che ha portato a un calo della domanda locale. Infine, la difficoltà di accesso ai centri urbani, dovuta alla riduzione dei parcheggi e alle restrizioni alla mobilità, ha contribuito ulteriormente alla perdita di clientela.

Prospettive e soluzioni possibili

Per contrastare questo fenomeno, Confcommercio suggerisce alcune strategie mirate. Gli incentivi fiscali per i negozi di prossimità potrebbero ridurre il peso economico della gestione, mentre politiche di riqualificazione urbana migliorerebbero l’accessibilità e la vivibilità dei centri storici. La promozione del commercio locale, attraverso campagne di sensibilizzazione e iniziative di valorizzazione del territorio, potrebbe incentivare i cittadini a sostenere le attività di vicinato. Inoltre, l’innovazione digitale potrebbe rappresentare un'opportunità per le piccole imprese, consentendo loro di adottare strumenti tecnologici capaci di competere con le piattaforme online.

La desertificazione commerciale è una sfida complessa, ma con interventi mirati e una strategia condivisa tra istituzioni e commercianti, è possibile invertire la tendenza e restituire vitalità al cuore di Verona.

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