L’Amministrazione comunale di Verona, in qualità di ente capofila dell’Ambito Territoriale Sociale, ha approvato il programma di interventi per l’annualità 2026 destinato al contrasto dell’indigenza.
L’iniziativa dispone di un finanziamento complessivo di 531.304,34 euro derivanti da risorse regionali, a cui si aggiunge uno stanziamento volontario di 20.000 euro deliberato dalla Giunta scaligera per estendere il numero dei beneficiari.
I dettagli del finanziamento e i comuni coinvolti
Il piano discende dal Decreto Direttoriale regionale del 19 novembre 2025 e attua la DGR n. 1130/2025. Il programma resterà operativo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e copre un bacino di 471.761 residenti distribuiti in 20 municipalità, corrispondenti ai Distretti 1 e 2 dell’Ulss 9 Scaligera. La ripartizione dei fondi tra i vari enti locali avverrà su base pro-capite, calcolata sulla popolazione residente all’inizio del 2025.
L’esponente della Giunta con delega alle politiche sociali, Luisa Ceni, ha precisato la natura dell’intervento:
“Queste linee di sostegno non rappresentano solo contributi economici, ma percorsi personalizzati che riguardano lavoro, casa e sostegno ai minori, costruiti insieme alle famiglie. Si tratta di risposte concrete messe a disposizione dai Servizi Sociali per rispondere ai bisogni dei cittadini più fragili”.

Reddito di Inclusione Attiva e percorsi di volontariato
La misura del Reddito di Inclusione Attiva (RIA) raggiunge la sua dodicesima annualità. Il dispositivo è rivolto a persone che non possiedono i requisiti immediati per l’inserimento nel mercato occupazionale.
I beneficiari saranno coinvolti in progetti di attivazione sociale o volontariato presso enti del Terzo Settore o uffici comunali, con un impegno tra le 10 e le 60 ore mensili. Il sussidio economico previsto ha un tetto massimo di 400 euro mensili per una durata semestrale, con possibilità di proroga previa valutazione tecnica.
Sostegno all’abitare e contrasto alla precarietà
L’ottava annualità del Sostegno all’Abitare (So.A.) punta a prevenire la perdita dell’alloggio principale. Il contributo, fino a un massimo di 3.500 euro per nucleo, può essere erogato in un’unica soluzione o in quote mensili. Le risorse sono destinate a coprire:
- Morosità di affitti o rate del mutuo.
- Depositi cauzionali e arretrati condominiali.
- Spese per utenze e manutenzioni ordinarie.
- Sistemazioni temporanee in strutture ricettive per emergenze.
L’accesso alla misura richiede la sottoscrizione di un progetto personalizzato e prevede un accompagnamento socio-educativo costante.
Una linea specifica è dedicata ai nuclei con minorenni in stato di necessità. L’obiettivo è bloccare la trasmissione generazionale del disagio economico finanziando attività extrascolastiche. I fondi copriranno rette scolastiche, centri estivi, pratica sportiva, corsi culturali e acquisto di dispositivi digitali o materiale didattico. Anche per questa sezione, ogni intervento sarà monitorato dai professionisti dei Servizi Sociali attraverso accordi specifici con i genitori o i tutori.