a Verona

13enne rapinato e minacciato da una baby gang, la Polizia Locale ferma i responsabili in 48 ore

E' successo lo scorso 24 aprile 2024 in zona Porta Vescovo. Il Questore Masucci: "Deve essere chiara per i ragazzi la paura delle conseguenze"

13enne rapinato e minacciato da una baby gang, la Polizia Locale ferma i responsabili in 48 ore
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Ancora episodi di violenza tra giovanissimi a Verona: l’ultimo lo scorso 24 aprile 2024, quando un 13enne è stato derubato da una baby gang composta da due 17enni e un 15enne. La madre della vittima ha voluto sporgere denuncia.

13enne rapinato e minacciato da una baby gang

Erano le 19 dello scorso mercoledì, 24 aprile 2024, quando un 13enne, in zona Porta Vescovo a Verona è stato rapinato da alcuni minorenni, portato in una zona oscurata, fuori dal passaggio, su una scalinata e poi abbandonato lì.

Un altro episodio di delinquenza minorile che fa scalpore per la giovane età dei coinvolti e non soltanto.

Le telecamere di videosorveglianza di piazza Santa Toscana hanno ripreso la scena e sono bastate 48 ore alla polizia locale per risalire ai responsabili: due italiani di 15 e 17 anni, il primo con precedenti, e un 17enne di origini cingalesi.

Gli agenti si sono poi recati nelle case dei malviventi, dove hanno trovato non soltanto le scarpe del 13enne ma anche tre pistole ad aria compressa, proiettili, 1.400 euro in contanti, droga e un coltello.

L’accusa di rapina aggravata in concorso

Rapina aggravata in concorso è il reato di cui sono accusati i tre. Ma dalle indagini sta emergendo un quadro più ampio. Al vaglio diversi episodi e l'ipotesi che si tratti di una banda.

A sconcertare è l'ostentazione sui social del profilo Instagram del quindicenne: i soldi, gli spari con la pistola, la droga. A sporgere denuncia è stata la madre della vittima, nel bene anche dei ragazzi che hanno provocato l'aggressione.

Le misure di contrasto dell’amministrazione comunale

In merito all’evento si è esposta l’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi, la quale ha parlato di misure di contrasto dell’amministrazione comunale.

Assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi

Prima di tutto le videocamere di sorveglianza, essenziali soprattutto nelle prime fasi di indagine, che permettono di identificare quanto prima l’autore. Il passo successivo è la mappatura delle relazioni, che aiuta a risalire ai compagni del responsabile.

Segue tutta la considerazione sulla giovanissima età della vittima, ma anche degli autori e gli episodi di devianza ormai marcati in alcuni casi come questo, che sono anche sanciti poi dall'ostentazione che sui video e sui social questi malviventi fanno.

“L’identificazione dei responsabili in 48 ore da parte della Polizia locale – evidenzia l’assessora alla Sicurezza – è il frutto delle azioni messe a terra dall’Amministrazione e dello scrupoloso lavoro degli agenti: sistema di video sorveglianza e identificazione dei minori, specie in contesti critici quali alcune linee di bus e alcune piazze, aiutano a mappare le interazioni e consentono attività di indagine efficiente e tempestiva, come nel caso dell’aggressione di Porta Vescovo.

Siamo impegnati, nel limite delle risorse disponibili, nel rafforzamento del sistema di video sorveglianza cittadino sia con l’installazione di nuove telecamere sia con la sostituzione di quelle già installate ma qualitativamente inadeguate. Su proposta dell’Assessorato alla Sicurezza la Giunta ha inoltre recentemente deliberato di impiegare le risorse messe a disposizione dal ministero per interventi di sicurezza urbana per 230.000 euro individuando quali prioritari, tra quelli previsti, gli impieghi in videosorveglianza (sistema di monitoraggio e controllo ingressi ai varchi cittadini) e assunzione di personale di Polizia locale a tempo determinato. Sullo sfondo però restano le preoccupazioni per la giovanissima età della vittima e degli autori su cui vanno fatte riflessioni a parte”.

"Deve essere chiara per i ragazzi la paura delle conseguenze"

Per il Questore di Verona, Roberto Massucci, la piaga delle baby gang non è certo una sorpresa.

“Ennesimo caso che trova una immediata risposta in questa situazione dalla polizia locale – ha sostenuto il Questore - alla quale faccio i complimenti e che è importante perché deve essere chiara per i nostri ragazzi la paura delle conseguenze che arrivano sempre. Il decreto cosiddetto 'Caivano' ha dato degli strumenti importanti, in particolare alla competenza del questore con provvedimenti di tipo ammonitorio e sanzionatorio sia nei confronti dei ragazzi che nei confronti dei genitori, come successo non molto tempo fa di minori non imputabili in cui la responsabilità genitoriale viene sottolineata con la sanzione amministrativa.

I reati commessi da minori sono diminuiti – ha continuato Massucci - a mio modo di vedere, frutto di un rigore sui fatti che accadono ma anche frutto di una attività sul territorio di grande apertura al dialogo, di ascolto e di interventi in tutti i contesti giovanili, a cominciare dalle scuole che nel tempo, sono convinto, possono dare dei risultati positivi”.

Questore di Verona Roberto Massucci
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