18 birrifici italiani hanno tenuto alto il tricolore in Belgio

Tra loro anche una birreria di San Martino Buon Albergo. 

18 birrifici italiani hanno tenuto alto il tricolore in Belgio
Est Veronese, 18 Settembre 2019 ore 15:04

18 birrifici italiani hanno tenuto alta la bandiera tricolore, in Belgio, nel corso dell’Italian Beer Weekend andato in scena due fine settimana fa. Tra loro anche una birreria di San Martino Buon Albergo.

18 birrifici italiani hanno tenuto alto il tricolore in Belgio

18 birrifici italiani hanno tenuto alta la bandiera tricolore, in Belgio, nel corso dell’Italian Beer Weekend andato in scena due fine settimana fa. Un festival ormai diventato un appuntamento imperdibile, in quella che (al pari della Germania e del Regno unito) viene considerata per eccellenza “patria” della birra, e che viene organizzato nel centro di Bruxelles da un locale birrario storico, il Moeder Lambic.

Dicevamo, a rappresentare l’Italia, 18 birrifici, il meglio fra ormai più di 700 realtà artigianali (attive) disseminate in tutto lo Stivale.

A selezionarli, in veste di “ct della nazionale”, il novarese Andrea Camaschella, uno dei maggiori esperti di birra a livello nazionale (beer teller, beer writer, beer hunter, beer sommelier e molto altro ancora).

Hanno tenuto alto il tricolore in Belgio

Per darvi un’idea di quel che è successo: insomma, il pubblico belga, per il quale la birra è sacra quanto gli italiani osannano il vino (anzi di più), per un weekend ha preso le misure con il nostro Paese… quando fino a qualche anno fa, con tutta probabilità ne avrebbero a fatica ammesso addirittura l’esistenza, almeno brassicolmente parlando.

E invece la vertiginosa evoluzione dei birrifici di casa nostra ha reso possibile l’impensabile. Anzi, la new wave tricolore, proprio perché svincolata da una radicata tradizione birraria, è ormai al top a livello internazionale proprio per la la capacità di innovare e il coraggio di sperimentare. La sua forza è la versatilità: più degli altri, i birrai italiani sono in grado di far propri gli stili di tutte le maggiori “scuole” internazionali, ma soprattutto di interpretarli, mettendoci del loro.

I top 18 finiti “in nazionale”

Di sicuro tutto questo vale per i top 18 che Camaschella ha invitato a Bruxelles.

Sono stati scelti per qualità e costanza a livello di produzione negli ultimi anni, quasi tutti hanno raccolto allori nei più quotati concorsi birrari (Birra dell’anno a Rimini su tutti). Ognuno di loro ha portato due etichette: 36 spine in totali per un panel di stili davvero a 360 gradi.

 

La lista dei birrifici: c’è anche San Martino Buon Albergo

– Birra Mastino (San Martino Buon Albergo VR)
– Siemàn (Villaga VI)
– MC-77 (Caccamo MC)
– Foglie D’erba (Forni di Sopra UD)
– Croce di Malto (Trecate NO)
– La Piazza dei Mestieri (Torino TO)
– Ritual Lab (Formello RM)
– Il Birrificio Lariano (Sirone LC)
– Almond ’22 (Remartello PE)
– Birrificio della Granda (Lagnasco CN)
– Yblon (Ragusa RG)
– Birra dell’Eremo (Assisi PG)
– Birra Ofelia (Sovizzo VI)
– Cantina Errante (Barberino Val d’Elsa FI)
– Porta Bruciata (Rodengo-Saiano BS)
– Hammer (Villa d’Adda BG)
– Birranova (Triggianello BA)
– Carrobiolo (Monza MB)

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