Cronaca

Accerchiata e derubata in stazione arrestati i responsabili

Lo scorso pomeriggio gli agenti delle volanti della Questura di Verona hanno tratto in arresto due giovani marocchini

Accerchiata e derubata in stazione arrestati i responsabili
Cronaca Verona Città, 05 Luglio 2018 ore 14:43

Accerchiata e derubata in stazione arrestati i responsabili.

Vittima una ragazza di Buttapietra

Lo scorso pomeriggio gli agenti delle Volanti della Questura di Verona hanno tratto in arresto due giovani marocchini resisi responsabili del reato di furto aggravato ai danni di una ragazza quindicenne residente a Buttapietra. Nello specifico, intorno alle ore 14.00, è giunta, presso la Centrale Operativa della Questura, la notizia di un furto avvenuto in piazzale xxv aprile. La vittima, subito accorsa negli uffici della Polizia Ferroviaria di Verona Porta Nuova, ha denunciato di essere stata accerchiata da tre ragazzi magrebini mentre attendeva l’arrivo dell’autobus, in compagnia di un’amica.

L'inseguimento

Secondo le testimonianze rese, nel giro di pochi secondi, mentre uno dei ragazzi la colpiva alla spalla, gli altri le si si sono avvicinati impedendole la via di fuga e in quel frangente uno di loro le ha sfilato con facilità il telefono dalla tasca per poi salire sul primo autobus in procinto di partire. La ragazza, P. L., insieme all’amica, nel tentativo di recuperare il maltolto, è salita a sua volta sull’autobus ma si è accorta che i tre ladri, con estrema scaltrezza, avevano forzato la chiusura della porta centrale del pullman ed erano riusciti a darsi alla fuga. La descrizione precisa dei malviventi fornita dalla vittima, era stata a quel punto diramata a tutte le volanti di zona.

L'intervento della polizia

Considerato il breve lasso temporale intercorso tra il compimento del reato e l’acquisizione delle informazioni, accertata l’assenza dei tre individui in stazione e valutati gli itinerari degli autobus in partenza in quell’arco di tempo, gli agenti delle volanti hanno deciso di percorrere i tragitti ipotizzati. Due dei malviventi sono stati individuati mentre scendevano dal pullman diretto in ZAI. Fermati all’inizio di Stradone Santa Lucia e sottoposti a controllo, i poliziotti hanno rinvenuto all’interno della tasca dei pantaloni di uno dei due, Lambarki Waild, marocchino di 21 anni, un cellulare del quale il ragazzo non sapeva indicare la provenienza. Da accertamenti successivi si è riusciti a risalire all’intestatario del telefono, un brasiliano che era stato derubato lo stesso giorno mentre si trovava a bordo di un autobus.

Trovata un'altra sim

All’interno dell’auto di servizio, utilizzata per accompagnare i due giovani presso gli uffici della Questura, gli agenti hanno scoperto inoltre una microsim nascosta sotto il sedile in plastica ove era seduto il ventunenne, verosimilmente da lui stesso occultata durante il tragitto. Gli accertamenti hanno consentito di individuare con certezza il legittimo proprietario: lo stesso brasiliano che era stato derubato del telefono rinvenuto nelle tasche del Lambarki. Il dispositivo conteneva invece un’ulteriore scheda sim, intestata a un cittadino italiano di 80 anni, nato a Verona e residente a Rovereto.

L'arresto

Visti i forti sospetti nutriti nei confronti dei due stranieri, gli agenti hanno provveduto a contattare la vittima derubata in stazione per sottoporla a riconoscimento mediante individuazione fotografica. La ragazza, una volta visionate le immagini, ha indicato senza ombra di dubbio, come responsabili del furto, quelle dei due soggetti fermati. Alla luce delle risultanze investigative, i poliziotti hanno proceduto all’arresto di Lambarki Waild e
di Barbzi Adil, trentenne, anch’esso di nazionalità marocchina per il reato di furto aggravato in concorso con persona rimasta ignota.

La pena

Lambarki è stato inoltre denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione per la detenzione del telefono cellulare di proprietà del brasiliano, immediatamente riconsegnato al legittimo proprietario. Nella mattinata odierna, in sede di rito direttissimo, il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha condannato in patteggiamento Lambarki a 8 mesi di reclusione e 400 euro di multa e Barbzi a 6 mesi di reclusione e 200 euro di multa. Per entrambi pena sospesa.