Verona

Addio a Vittore Bocchetta, colonna della Resistenza Antifascista veronese

Nei campi di sterminio ha fatto le esperienze più terribili della sua vita.

Addio a Vittore Bocchetta, colonna della Resistenza Antifascista veronese
Cronaca Verona Città, 19 Febbraio 2021 ore 10:38

Vittore Bocchetta è morto ieri sera all’età di 102 anni, artista, scrittore e scultore. Negli anni ha portato la sua testimonianza sulla deportazione. E’ stato definito come una colonna della Resistenza Antifascista veronese.

Addio a Vittore Bocchetta

Un uomo che ha visto e vissuto in prima persone le peggiori atrocità. Vittore Bocchetta, 102 anni, è morto ieri sera, giovedì 18 febbraio 2021. Era nato a Sassari nel 1918 e fin da piccolo era arrivato a Verona, città che gli entrò nel cuore. Durante la Seconda Guerra Mondiale fece parte del movimento di Resistenza Antifascista veronese, dal 1944 al 1945 è stato prigioniero nei campi di concentramento di Flossenbürg e Hersbruck.

Esperienza che lo segnò tanto da crearne poi un’opera, “Ohne Namen” (Senza nomi) dedicata a tutti coloro che “persero” il nome, la dignità e la vita nel campo di concentramento.

La testimonianza

In diverse occasioni Vittore Bocchetta raccontò la sua vita e le atrocità che aveva visto e vissuto nei campi di concentramento. Durante un incontro aveva ricordato:

“La vita non mi ha mai viziato, mi ha portato in molti angoli nel mondo, ho lavorato come docente, pittore e scultore. Ho vissuto degli alti e dei bassi ma nei campi di sterminio ho fatto le esperienze più terribili della mia vita. Tutto questo iniziò a Verona nell’anno 1941, ero diventato uno dei giovani dirigenti del Movimento Antifascista, il fascismo era arrivato all’estremo di possedere le menti dei giovani. Quella di controllare tutto ciò che poteva uscire o entrare dal minimo sospetto”.

Ha vissuto delle terribile torture e infatti aveva raccontato:

Sono poi stato arrestato fino a marzo del 1944 sono poi uscito e sono diventato membro del comitato liberazione nazionale di Verona. Sono poi stato arrestato nel luglio del 1944 e sono stato torturato, fustigato e sono stato consegnato ai tedeschi nel campo di Flossenbürg. Una volta giunti sul posto siamo stati divisi dalle donne e dai bambini, c’era una grande costruzione e da un lato dell’entrata del campo c’era una scritta in una colonna ‘il lavoro rende liberi’. Non sapevamo il nostro destino ma, come abbiamo passato il cancello siamo stati radunati vicino a una scaletta di cemento che entrava in un edificio squallido. Ci hanno spogliato, eravamo completamente nudi. Il gesto di levarci gli abiti ci ha tolto la ‘maschera’ che noi abbiamo, così non siamo più diversi, perdiamo le differenze. Ci hanno messo in una doccia e dopo aver aperto l’acqua hanno iniziato a colpirci con dei tubi di gomma e ci hanno picchiato senza distinzione. Hanno iniziato a incutere il primo terrore nel dire che non sei nulla e che loro ti posso distruggere. Poi ci hanno dato dei vestiti zebrati e ci hanno dato un numero, ci hanno levato il nome. Uno degli insulti morali che abbiamo avuto è di non essere discriminati”.

Il cordoglio

Sui social sono numerosi i messaggi di cordoglio delle persone che hanno avuto la possibilità di ascoltare le sue testimonianze e che hanno potuto conoscerlo:

“Ci ha lasciato una colonna della Resistenza Antifascista veronese. Ciao Vittore Bocchetta. Che la terra ti sia lieve. Il tuo impegno continuerà a vivere nel cuore e nelle lotte per gli ideali di libertà, giustizia, democrazia”.

“Oggi è morto Vittore Bocchetta, un grande uomo. Sassarese di nascita, veronese d’adozione, ma in realtà cittadino del mondo e uomo libero. Eroe della resistenza, sopravvissuto ai campi di sterminio, successivamente docente di letteratura italiana alla Chicago University e artista di successo apprezzato in tutto il mondo. Grazie per tutto quello che hai fatto, per aver trovato la forza di raccontare le tue sofferenze, per le tue idee e per gli ideali di libertà nei quali hai creduto e che hai sempre aiutato a diffondere Le persone che come te non muoiono mai”.

“Ora non devi più scappare. Dai regimi, dalle marce della morte, dagli ipocriti, dai voltagabbana, dagli ignoranti, dai venduti. Ciao Vittore”.

“Vittore Bocchetta, nato a Sassari il 15 novembre 1918, componente del CLN veronese dal marzo 1944, fu internato nel campo di sterminio nazista di Flossenbürg e ad Hersbruck. Artista eclettico, scultore, pittore, dal 1949 ha vissuto in America Latina e ha insegnato letteratura spagnola nelle Università degli Stati Uniti. Nel 1989 era tornato a Verona dove questa sera è mancato. L’Issasco esprime vivo cordoglio ai familiari dell’antifascista sardo”.

Il Gruppo Guide e Animatori Culturali Verona (CTG) ha scritto sui social:

“È venuto a mancare nella sua casa veronese Vittore Bocchetta, memoria storica della nostra città, di un periodo che vorremmo molte volte dimenticare.
E invece lui, quando andava nelle scuole a raccontare la sua avventura, invitava i ragazzi a riflettere sul fatto che è necessario RICORDARE SEMPRE, per non ripetere gli stessi errori”.

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