Cronaca
Roverchiaretta e Albaredo d'Adige

Adige in secca, emergono ossa umane: potrebbero essere quelle della piccola Larisa

Ora le ossa sono state consegnate all’Istituto di medicina legale del policlinico di Borgo Roma dove verranno effettuate le analisi e le indagini genetiche per scoprire se si tratta della piccola Larisa.

Adige in secca, emergono ossa umane: potrebbero essere quelle della piccola Larisa
Cronaca Legnago e bassa, 09 Febbraio 2022 ore 17:01

L’Adige è in secca e restituisce delle ossa umane, potrebbero essere quelle della piccola Larisa, uccisa a soli 11 anni nel 2016.

Adige in secca, emergono ossa umane

Macabra scoperta a Roverchiaretta dove l’Adige in secca ha restituito delle ossa umane. Nello specifico si tratta di una calotta cranica di piccole dimensioni, riconducibile a quella di un essere umano che non ha ancora finito la fase di sviluppo quindi potrebbero essere di una bambina o un bambino.

Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di uno dei resti della piccola Larisa Elena Mihailescu, 11enne di origine romena uccisa il 13 febbraio 2016 nella sua casa di Albaredo d’Adige per mano del fratellastro Andrei Filip (all’epoca 20enne). Quel terribile giorno il giovane aveva strangolato e poi reciso la gola alla madre con un coltello al culmine di una lite, ma la sua ira si era poi abbattuta anche sulla sorellastra che è stata strangolata e uccisa. Il 20enne poi con un grosso coltello aveva tagliato a pezzi i corpi della madre e di Larisa, li aveva messi in tre borse che poi aveva gettato nell'Adige dal ponte che collega Albaredo d’Adige a Ronco all’Adige per poi fuggire in Romania.

Il caso destò molto sgomento perché il 20enne, durante l’interrogatorio non dimostrò mai nessun segno di pentimento, dimostrando invece una freddezza assoluta. Il 20enne è stato poi condannato a 30 anni di reclusione.

Le indagini

Dopo una settimana da quel terribile duplice omicidio, era stata trovata nell’Adige una borsa contenente gli arti inferiori di mamma e figlia. Nel mese di aprile di quell’anno invece era emerso un borsone, a circa 700 metri dal ponte di Bonavigo, contenente la testa e il tronco della madre. Non è mai stato trovato invece il borsone contenente la parte rimanente del corpo della piccola Larisa.

Domenica 6 febbraio 2022 verso le 16 una coppia stava passeggiando con il cane quando hanno notato qualcosa spuntare tra la ghiaia e la sabbia in zona Roverchiaretta. Dopo essersi avvicinati hanno notato che si trattava di un piccolo teschio e così hanno chiamato immediatamente i Carabinieri.

Il luogo del ritrovamento è abbastanza simile a quello dov’era stato recuperato il borsone contenente il busto della madre, particolare che porta a pensare che quel cranio possa essere dell’11enne. Ora le ossa sono state consegnate all’Istituto di medicina legale del policlinico di Borgo Roma dove verranno effettuate le analisi e le indagini genetiche per scoprire se si tratta della piccola Larisa.

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