Verona

“Adige via d’acqua”, progetto che unisce il benessere delle persone e il valore per l’economia del territorio

La Paglia: "Si tratta infatti di attrezzare per lo sbarco di imbarcazioni leggere, come le canoe, una serie limitata di punti lungo il percorso dell’Adige".

“Adige via d’acqua”, progetto che unisce il benessere delle persone e il valore per l’economia del territorio
Verona Città, 30 Luglio 2020 ore 16:27

Presentata la nuova mozione.

Realizzare un percorso fluviale

Il consigliere Pd di Verona, Elisa La Paglia ha presentato la sua nuova mozione che prevede un nuovo progetto. La Paglia ha spiegato:

“Nell’ordine del giorno del consiglio comunale di oggi ci sarà una mia mozione presentata nel 2018: ‘Adige via d’acqua’, un progetto che vede l’incontro fra il benessere delle persone e la creazione di valore per l’economia del territorio. Parlo della possibilità di realizzare un percorso fluviale di 410 chilometri dalla sorgente dell’Adige fino alla foce, accessibile mediante canoa secondo i principi del turismo esperienziale sostenibile, rilevanti ricadute anche sullo sviluppo di altre forme di mobilità sostenibile, a partire dalla bicicletta e della offerta di attività di tipo ludico-sportivo a favore della cittadinanza”.

Un nuovo sbarco

Per rendere maggiormente chiaro il progetto, La Paglia ha aggiunto:

“Si tratta infatti di attrezzare per lo sbarco di imbarcazioni leggere, come le canoe, una serie limitata di punti lungo il percorso dell’Adige. L’operazione ha una valenza culturale, ludico-sportiva e turistica per tutti i comuni che si affacciano sull’adige: la città può riallacciare con il proprio fiume quel legame che storicamente fu spezzato con la regimentazione delle acque attuata per ragioni di sicurezza. Niente a che vedere, dunque, con le proposte del passato che, puntando tutto sulla navigabilità dell’Adige, avevano sollevato un vespaio di polemiche, difficoltà tecniche e di impedimenti normativi. Gli unici interventi invasivi di questo progetto riguardano le dighe, che nelle versioni più vetuste come ad Ala e Avio, a Mori, al Chievo, al Pestrino e a San Giovanni Lupatoto non consentono il transito nemmeno ad imbarcazioni leggere come le canoe per mancanza di distanze minime, punti di sbarco, sentieri agevoli per oltrepassare gli sbarramenti”.

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