Cronaca

Amianto e rifiuti nel capannone abbandonato tra San Martino e Verona

L’area sarebbe appena fuori il nostro comune e di competenza, dunque, di quello del capoluogo. Chi se ne occuperà?

Amianto e rifiuti nel capannone abbandonato tra San Martino e Verona
Cronaca Verona Città, 24 Aprile 2019 ore 08:31

Amianto e rifiuti nel capannone abbandonato tra San Martino e Verona. L’area sarebbe appena fuori il nostro comune e di competenza, dunque, di quello del capoluogo. Chi se ne occuperà?

Amianto e rifiuti nel capannone abbandonato tra San Martino e Verona

«Papà, mamma, cosa c’è in quel capannone abbandonato?». Chissà quante volte i genitori di San Martino Buon Albergo, ma anche quelli che più o meno spesso percorrono la Tangenziale Est di Verona, si sono sentiti porre questa domanda dai loro figli. Lo scheletro di quello che avrebbe dovuto essere un luogo produttivo e che invece da decenni è solo uno spettro, giace abbandonato a pochi metri dalla carreggiata della tangenziale, e ad altrettanti pochi dalla sede produttiva dell’Aia, che nello stabilimento di San Martino riceve, macella e confeziona carni per tutta Italia.

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Competenza di Verona?

In realtà, sempre per pochi metri, il capannone si trova nel Comune di Verona, e quindi il nostro non ha alcuna competenza o responsabilità, essendo la struttura, tra l’altro, privata e non pubblica. Tuttavia c’è un problema, che è anche la risposta alle domande dei bambini: sotto quel tetto, oltre a lavatrici, piastrelle, asfalto, residui inerti, oggetti chiaramente utilizzare per la somministrazione di stupefacenti, c’è anche amianto. Il materiale, come ormai tristemente noto, può causare vari tipi di tumore, tra cui asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma. La potenziale pericolosità dei materiali di amianto dipende dall’eventualità che siano rilasciate fibre aerodisperse nell’ambiente che possano venire inalate. I materiali friabili possono liberare fibre spontaneamente per la scarsa coesione interna, soprattutto se sottoposti a fattori di deterioramento quali vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni di acqua. Esattamente quello che sta accadendo a pochi metri da industrie alimentari, stabilimenti produttivi e abitazioni che sono, ahinoi, nel nostro comune.

Al momento nessuna risposta

Abbiamo chiesto spiegazioni al Comune di Verona ma, al momento di andare in stampa, non abbiamo ancora ricevuto riscontro. Non rimane che aspettare, chissà quanto, e nel frattempo a quei bambini curiosi, e a quelli che vicino a questo obrobrio vivono, non possiamo che rispondere: «tappatevi il naso quando passate da lì».