A distanza di poche settimane dal drammatico assalto a mano armata dello scorso 11 febbraio, quando un gruppo di criminali muniti di mitra aveva rapinato il punto vendita “Gioielli di Valenza” prendendo in ostaggio una giovane addetta alle vendite, il centro commerciale Grand’Affi è tornato nel mirino della criminalità.
Intorno alle ore 2:00 della notte tra sabato e domenica 1 marzo 2026, una banda ha colpito la gioielleria Stroili, utilizzando modalità differenti ma altrettanto cruente per violare la struttura veronese.
Dinamica dell’assalto al centro commerciale
I responsabili dell’azione criminale sono penetrati all’interno della galleria commerciale forzando un accesso laterale situato nelle vicinanze dei parcheggi. Dopo aver utilizzato l’autovettura per abbattere la saracinesca del negozio di preziosi, i predoni hanno asportato il bottino nel giro di pochi minuti, svuotando rapidamente le vetrine principali.
Il gruppo ha agito con precisione, allontanandosi dal sito prima dell’intervento delle guardie giurate e delle pattuglie delle forze dell’ordine, allertate dai sistemi di sicurezza automatizzati. L’intera operazione è stata caratterizzata da un’estrema rapidità d’esecuzione e dall’impiego strategico del veicolo come ariete per superare le pesanti barriere fisiche dell’edificio, lasciando sul posto ingenti danni strutturali agli infissi e alle vetrate dell’attività colpita.
Precedenti e analogie con i colpi scorsi
L’episodio segue di poche settimane la rapina avvenuta mercoledì 11 febbraio presso lo stesso complesso, quando venne colpita l’insegna “Gioielli di Valenza”. In quell’occasione, una dipendente era stata presa in ostaggio dai rapinatori. Nonostante la vicinanza temporale e la tipologia di bersaglio, questa volta l’assalto ha riguardato un’attività commerciale differente e si è consumato durante l’orario di chiusura, evitando il coinvolgimento diretto del personale di servizio.
I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Caprino Veronese sono intervenuti sul posto per i rilievi tecnici. I militari stanno attualmente analizzando i filmati della videosorveglianza per identificare i responsabili e ricostruire l’esatta via di fuga. Il valore complessivo dei beni sottratti è ancora in fase di esatta quantificazione da parte dei gestori dell’esercizio, che stanno procedendo all’inventario della merce mancante.